Mercoledì 23 Settembre 2026 🌤️ 20°C
Home » L’Edicola per l’Italia » Stangata Istat, il deficit al 3,1%: non ci sarà l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione europea

Stangata Istat, il deficit al 3,1%: non ci sarà l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione europea

Salvini chiede lo scostamento. Giorgetti: «Ci speravo». Si punta al 2027 per ottenere il risultato. Forza Italia frena dopo richieste vicepremier

Stangata Istat, il deficit al 3,1%: non ci sarà l’uscita anticipata dalla procedura di infrazione europea

Nessuna uscita anticipata dalla procedura di infrazione europea. Anche se solo per uno zero virgola, il deficit dell’Italia resta al 3,1% del Pil, poco sopra la soglia per uscire. Ad azionare la doccia fredda per l’esecutivo sono i dati Istat 2025: ci «avevamo sperato» e ne «prendiamo atto, non senza rammarico» commenta il ministro dell’Economia Giancarlo Giorgetti, che ora punta a portare a casa il risultato nel 2027. Il nodo politico è tutto qui, perché per incassare l’uscita dalla procedura di infrazione, si assottigliano i margini di spesa sperati, e, a ridosso delle elezioni, gli azionisti di governo fremono.

Le richieste di Salvini

Matteo Salvini lo mette subito in chiaro: «Come ministero solo a me servono 8 miliardi cash a fine anno per pagare i lavori già fatti», «serve uno scostamento di bilancio da miliardi». Slanci subito smorzati, apertamente da Forza Italia e – off the record – da diverse fonti parlamentari di FdI che quotano bassa l’ipotesi di uno scostamento. «Continuiamo a gestire con oculatezza i conti pubblici. Peraltro è quello che dice Giorgetti…», afferma l’azzurro Raffaele Nevi. Nell’arduo compito di tenere tutto insieme il governo potrebbe, invece, puntare su un’ulteriore trattativa con l’Ue. Il nodo è come fare una manovra espansiva che possa «tagliare le tasse», senza intaccare ulteriormente il rapporto deficit/Pil. E come conciliare il tutto con la flessibilità richiesta su energia e difesa. «Le banche potranno portare un loro importante contributo», insiste il leader leghista proponendo di chiedere soldi «anche» ai giganti energetici. «Si può ragionare su un contributo straordinario delle compagnie energetiche – risponde il portavoce degli azzurri Raffaele Nevi -. E andrebbe applicato il metodo Tajani già usato con le banche». Ma le leve proposte dal partito di Antonio Tajani sono diverse: dalla «mobilitazione del risparmio privato per gli investimenti pubblici» alla «riduzione della spesa pubblica».

L’opposizione attacca

Le opposizioni vanno all’attacco del governo. Giuseppe Conte parla di «quattro anni di tagli e austerità, crescita zero, record di pressione fiscale, corsa al riarmo e accordi disastrosi firmati dall’esecutivo che lasciano l’Italia in gabbia». Il Pd con Cecilia Guerra sottolinea il «danno reputazionale significativo» e il «fallimento che brucia».