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Sport, clima teso: il passo indietro di Diana Bianchedi riaccende il dibattito tra Malagò, Abodi e Buonfiglio

La decisione dell’ex campionessa di lasciare il ruolo di capodelegazione della Nazionale fa discutere tra autonomia e attesa dei pareri formali

Sport, clima teso: il passo indietro di Diana Bianchedi riaccende il dibattito tra Malagò, Abodi e Buonfiglio
(Foto Ansa)

Si preannuncia un momento di riflessione profonda per i vertici del movimento nazionale a seguito della scelta maturata da Diana Bianchedi, che ha rassegnato le proprie dimissioni dall’incarico di capodelegazione della Nazionale: una decisione maturata all’indomani delle esternazioni del ministro per lo Sport Andrea Abodi sulla posizione di dissenso espressa rispetto alla linea del presidente Luciano Buonfiglio circa la vicenda della Federpesi. Un gesto che ha raccolto l’immediato sostegno e la comprensione del numero uno della Figc, Giovanni Malagò, il quale, a margine dell’assemblea di Lega Pro, ha definito la scelta dell’ex fiorettista un passaggio del tutto condivisibile di fronte a un’ingerenza ritenuta non convenzionale e poco allineata alle consuete dinamiche di rispetto dell’autonomia sportiva, ribadendo al contempo la propria serenità personale nel proseguire il mandato alla guida federale grazie al pieno consenso elettivo ricevuto.

Dall’altro lato della vicenda, le reazioni dei diretti interessati mantengono toni di misurata attesa ma mettono in luce sensibilità differenti sull’accaduto. Il ministro per lo Sport, intervenuto durante la presentazione dei nuovi campionati di pallanuoto, non ha nascosto una certa sorpresa per la piega presa dagli eventi, ribadendo come la diversità di opinioni debba essere considerata una ricchezza legittima all’interno delle istituzioni, pur prendendo atto di una distanza di vedute rivelatasi più ampia del previsto: nello stesso contesto, il presidente del Coni ha espresso il proprio rammarico per la tempestività del passo indietro, sottolineando come l’intesa originaria prevedesse di attendere l’imminente parere dell’Anac, il cui esito rimarrà ora il passaggio chiave per fare definitiva chiarezza sulla regolarità dell’intera procedura.