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Spagna al voto anticipato il 29 novembre: Sánchez scioglie le Cortes dopo lo strappo sulla casa

​Il premier trasforma la sconfitta parlamentare in una sfida elettorale per riaffermare la maggioranza ed eludere le offensive dell’opposizione

Spagna al voto anticipato il 29 novembre: Sánchez scioglie le Cortes dopo lo strappo sulla casa
(Foto Ansa)

​In un’attesa dichiarazione istituzionale trasmessa dal Palazzo della Moncloa, il premier spagnolo Pedro Sánchez ha annunciato la decisione di sciogliere il Parlamento e riportare i cittadini alle urne: «Ho deciso di convocare oggi stesso il Consiglio dei ministri, per sciogliere le Camere e convocare elezioni anticipate il prossimo 29 novembre».

​La risoluzione del capo del governo è maturata al termine di un intenso fine settimana di vertici con i vertici del Psoe e i ministri dell’esecutivo, reso rovente dalla bocciata al Congresso dei due decreti sull’emergenza abitativa. Il no compatto espresso dalle opposizioni di destra di Partito Popolare e Vox unitamente allo strappo degli indipendentisti catalani di Junts, guidati da Carles Puigdemont, ha certificato l’impossibilità di proseguire la legislatura e di approvare la nuova legge di bilancio. Mentre nelle piazze di Bilbao, Salamanca e Oviedo montava la protesta sociale contro gli sfratti al ritmo del “tintinnio delle chiavi”, la dirigenza del Psoe ha individuato nella crisi della casa una fondamentale opportunità politica: trasformare il passaggio elettorale in un referendum contro l’asse formato dalle destre e dai catalanisti per richiedere agli elettori un mandato di governo più solido.

La mossa strategica elaborata dal nucleo duro della Moncloa prevede l’uso della Diputación Permanente – l’organo direttivo in carica durante lo scioglimento delle Cortes – per reintrodurre lo scudo anti-sfratti via decreto grazie al sostegno concordato con EH Bildu, Erc, Podemos e Pnv, superando l’ostacolo di Junts. Con questo schema Sánchez punta a presentarsi alle urne nel doppio ruolo di premier garante delle tutele sociali e di leader della coalizione progressista, neutralizzando al contempo gli attacchi del leader del PP Alberto Núñez Feijóo sui dossier legati all’immigrazione e alle vicende giudiziarie che coinvolgono il partito e la moglie del premier, Begoña Gómez. Sul fronte politico, il Partito Popolare ha accolto con favore il ricorso al voto ritenendo che il Paese «non regga più», mentre il campo progressista affronta la scadenza in ordine sparso: i ministri di Sumar hanno annunciato il lancio della candidatura del Frente Amplio per il 17 ottobre, mentre Podemos esita nel fronteggiare la tornata anticipata