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Sicurezza, il governo studia la «risposta forte» dopo i disordini di Milano: ipotesi decreto urgente

L’obiettivo, sottolinea Meloni, è individuare uno strumento efficace contro chi sfrutta cortei «per seminare violenza e caos»

Sicurezza, il governo studia la «risposta forte» dopo i disordini di Milano: ipotesi decreto urgente
Vetrine rotte in Via Dante a Milano dopo gli scontri di ieri, 18 ottobre 2026.ANSA/PAOLO SALMOIRAGO

Oltre un’ora e mezza di vertice a Palazzo Chigi per preparare una «risposta forte dello Stato» dopo gli scontri registrati a Milano e in altre città. La premier Giorgia Meloni ha riunito i vicepremier Salvini e Tajani, i ministri Piantedosi, Crosetto e Lollobrigida, insieme ai vertici di Forze dell’ordine e Intelligence, per valutare un nuovo decreto legge d’urgenza. L’obiettivo, sottolinea la presidente del Consiglio, è individuare uno strumento normativo efficace contro chi sfrutta cortei e manifestazioni «per seminare violenza e caos», ribadendo che la difesa di cittadini e forze dell’ordine viene prima di ogni indulgenza.

Dalla sede della Lega, Matteo Salvini ha già avanzato proposte precise: fermo preventivo anche per i minorenni, divieto di aggregazione per violenze di gruppo e arresto in differita basato sulle immagini di sorveglianza per saccheggi e danneggiamenti. «Se scrivi sui social che vai ad assaltare un negozio, non ti ci faccio arrivare», ha avvertito il leader del Carroccio puntando il dito contro la criminalità giovanile.

L’iniziativa del governo ha scatenato la dura reazione dell’opposizione. In una nota, Matteo Renzi ha condannato i recenti episodi definendoli “pura delinquenza”, ma ha attaccato frontalmente l’esecutivo: «Non serve un nuovo decreto, serve un ministro nuovo. Piantedosi non può scaricare le colpe sulle opposizioni». Secondo l’ex premier, la priorità deve essere applicare le norme già esistenti anziché approvarne di nuove, richiamando la risposta civile data dalla città durante gli attacchi black block all’Expo di Milano nel 2015