La Procura di Milano ha formalizzato la richiesta di rinvio a giudizio per la senatrice di Fratelli d’Italia e già ministra del Turismo Daniela Santanchè, insieme ad altre 14 persone e a una società, nell’ambito dell’inchiesta sui crac finanziari del gruppo Bioera-Ki Group. L’imputazione mossa dai pubblici ministeri Luigi Luzi, Guido Schininà e dall’aggiunto Roberto Pellicano delinea gravi accuse: bancarotta fraudolenta, falso in bilancio e truffa aggravata ai danni dello Stato.
L’indagine, condotta dal Nucleo di Polizia Economico Finanziaria della Guardia di Finanza, punta l’attenzione sulla gestione delle società del settore bio-food e in particolare sui fallimenti di Ki Group, Ki Group Holding, Bioera e Umbria srl. Tra le contestazioni formulate dai magistrati figurano la distribuzione di dividendi non effettivamente conseguiti per oltre 4,1 milioni di euro nel 2015, false plusvalenze vicine ai 12 milioni e compensi ritenuti sproporzionati – pari a oltre 2,1 milioni di euro – percepiti nonostante le perdite patrimoniali registrate a partire dal 2018. L’inchiesta include inoltre un capitolo relativo a una presunta truffa da 3,3 milioni di euro ottenuti nel 2021 attraverso fondi di sostegno anti-Covid erogati da Invitalia. La difesa della senatrice ha ribadito la correttezza dell’operato, mentre la richiesta di processo sarà valutata dal gup nel corso dell’udienza preliminare.
