Home » L’Edicola per l’Italia » Roma, maxi multa da 1,75 milioni inflitta a Rfi per il chiodo che paralizzò la stazione Termini

Roma, maxi multa da 1,75 milioni inflitta a Rfi per il chiodo che paralizzò la stazione Termini

Per l’Autorità di Regolamentazione dei trasporti «fu leso il diritto alla mobilità». L’azienda si difende: «Danno causato da ditta esterna»

Roma, maxi multa da 1,75 milioni inflitta a Rfi per il chiodo che paralizzò la stazione Termini

Il «chiodo» che bloccò la stazione Termini, e che per molte ore paralizzò la circolazione ferroviaria in tutto il Paese, costa a Rfi 1,75 milioni di euro. L’Autorità di Regolamentazione dei Trasporti (Art) ha multato la società del gruppo Fs per lo stop dei treni del 2 ottobre 2024, che – secondo alcune ricostruzioni – fu attribuito ad un filo tranciato da un chiodo nel nodo ferroviario della capitale, dopo aver concluso il procedimento sanzionatorio avviato nel luglio 2025.

Alla luce del «gravissimo impatto» che l’emergenza ha avuto sulla circolazione ferroviaria, «sussistano i presupposti» per accertare che Rete Ferroviaria Italiana «non ha posto in essere misure idonee a garantire l’esercizio e la manutenzione dell’infrastruttura in maniera da assicurarne l’accessibilità e la funzionalità», spiega la delibera dell’Art, parlando di «negligenza grave». Ed elenca una serie di carenze tecniche, ad esempio, «non era presente un sistema di allarme della centralina di alimentazione di bassa tensione della stazione di Roma Termini». Inoltre, la violazione ha determinato «una lesione del diritto costituzionale alla mobilità dei passeggeri».

Rfi potrà presentare ricorso entro sessanta giorni al Tar del Piemonte o, entro 120 giorni, ricorso straordinario. Per ora la società «prende atto» della decisione dell’Art, ribadendo di «aver messo in campo tempestivamente tutte le misure necessarie per garantire la ripresa della circolazione». Rfi sottolinea che «l’accaduto è riconducibile all’operato di una ditta esterna al gruppo Fs, impegnata in lavori notturni». E «il fatto è qualificabile esclusivamente come guasto all’infrastruttura e, in quanto tale, è stato gestito attraverso una serie di interventi che hanno consentito di ripristinare gradualmente la piena operatività, assicurando il progressivo rientro alla normalità della circolazione ferroviaria», spiega Rfi. Nella delibera di 66 pagine l’Autorità.

La ricostruzione

Nella notte fra l’1 e il 2 ottobre 2024, si sono svolti dei lavori nei pressi della stazione di Roma Termini, durante i quali è stata «danneggiata una linea elettrica». Il danneggiamento si è verificato all’1:30. Ma a causa «del mancato funzionamento dei sistemi di segnalazione», solo alle 6:20 Rfi, a fronte della «disalimentazione» della stazione Termini, ha «avuto contezza del guasto», fa presente l’Art. E per effetto di questa «disalimentazione», si è verificata «una gravissima perturbazione del traffico ferroviario», sottolinea l’Authority. Che illustra anche i dati trasmessi da Rfi. Ad esempio nel trasporto regionale rimasero coinvolti 686 treni con 360 soppressioni totali e 148 soppressioni parziali. Sull’Av furono coinvolti 277 treni, con 34 soppressioni totali, 21 soppressioni parziali e 29 deviazioni di Roma Termini (con fermata straordinaria a Roma Tiburtina), per «un totale di 20.517 minuti di ritardo».