Un cantiere sempre aperto quello del fisco, 365 giorni l’anno. Manovre che lasciano strascichi organizzativi per anni come quello delle rottamazioni e del concordato preventivo con passaggi che vanno comunque gestiti dall’amministrazione. Insomma novità anche attese dai contribuenti come, ad esempio, l’annunciato allargamento dell’aliquota Irpef ma che spesso disorientano gli stessi cittadini e caricano di incombenze gli operatori del settore.
L’autunno si preannuncia scoppiettante sul fronte fiscale a partire dal tormentone quotidiano dell’intervento fiscale sulle accise: la manovra offre come ogni anno, prima di essere nero su bianco, un fiorire quotidiano di ipotesi. I sindacati chiedono il recupero del drenaggio fiscale, questo mentre – certifica l’Istat – la pressione delle tasse continua a salire (ad aprile-giugno al 43,5%, in aumento di 0,5 punti percentuali). Il menù fiscale della manovra è già noto e molto costoso: estensione del taglio dell’Irpef a 60mila euro (2,6 miliardi), flat tax per i giovani, abolizione strutturale del bollo auto (5 miliardi per il 2028-29). E per la casa una cedolare secca al 5% sugli affitti di lungo periodo.
Il problema, con una manovra annunciata già come “neutra”, sarà trovare le risorse. E anche qui fioriscono ipotesi, dalle sigarette agli extraprofitti di banche e società dell’energia, che però già dividono la maggioranza: la tassa sui profitti in più la vuole la Lega, non la vuole Forza Italia. Così mentre i contribuenti in Italia si arrovellano con il 730 (c’è tempo fino al 2 novembre per chi non lo ha presentato o lo ha presentato sbagliato) due sono le date da segnare: il 16 ottobre e il 2 novembre. Dal 16 ottobre e fino al 15 dicembre i cittadini con debiti verso i Comuni e gli altri enti locali affidati all’Agenzia delle entrate-Riscossione potranno infatti presentare domanda di rottamazione quinquies.
La Consulta dei Caf comunica che la propria rete è pronta ad assistere i contribuenti in tutte le fasi della procedura, grazie a un percorso di collaborazione avviato nei mesi scorsi con Agenzia delle entrate-Riscossione (AdeR). Poi il concordato preventivo biennale: per il 2026-2027 la scelta va formalizzata entro il prossimo 2 novembre (il 31 ottobre, infatti, cade di sabato), insieme alla dichiarazione o, in alternativa, in via “autonoma” e cioè inviando il modello Cpb insieme al solo frontespizio di Redditi 2026. L’accesso all’istituto è consentito ai contribuenti titolari di reddito di impresa o di reddito derivante dall’esercizio di arti e professioni tenuti all’applicazione degli Isa per il 2025, che intendono aderire per la prima volta o che, avendo già aderito per il biennio 2024-2025, vogliono accettare la nuova proposta elaborata dall’Agenzia delle Entrate-Riscossione.
Il governo rinnova intanto il suo impegno: il viceministro all’Economia Maurizio Leo ribadisce il «contrasto rigoroso all’evasione fiscale e nella creazione di un fisco moderno e alleato dei cittadini. Al centro quattro pilastri fondamentali: piena trasparenza dei rapporti fiscali, incisiva semplificazione burocratica, lotta all’illegalità e garanzia della certezza del diritto nell’amministrazione tributaria».
