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Sigfrido Ranucci sceglie la vicedirezione di RaiNews: il ritorno alle origini professionali

L’ex conduttore di Report rompe il silenzio social dopo la rimozione e rivendica con orgoglio il proprio percorso

Sigfrido Ranucci sceglie la vicedirezione di RaiNews: il ritorno alle origini professionali
(Foto Ansa)

La scelta definitiva di Sigfrido Ranucci è ricaduta sulla vicedirezione di RaiNews, dopo che la Rai lo aveva posto di fronte a diverse opzioni a seguito della rimozione dalla conduzione di Report, tra cui l’assegnazione alla sede del Cairo come corrispondente, al Tg3 o appunto alla testata all news con delega agli approfondimenti. Ranucci, che aveva presentato un ricorso d’urgenza (respinto dal Tribunale del lavoro di Roma, sebbene il giudizio di merito andrà avanti) e un’ulteriore impugnazione contro la sospensione di dieci giorni comminata dal Comitato etico aziendale, tornerà così nella redazione in cui aveva operato dal 1999 al 2006, anno in cui fu nominato inviato speciale.

Affidando le proprie riflessioni a un post sui social network, il giornalista ha ripercorso le tappe della sua carriera e le motivazioni della sua decisione: «Dopo la rimozione da Report, la Rai mi ha posto davanti a una scelta: la sede del Cairo in qualità di corrispondente, il Tg3 a disposizione del direttore, oppure RaiNews24 con delega agli approfondimenti. Ringrazio il direttore Luca Terzulli e i colleghi del Tg3 per avermi aperto, in un momento così complicato della mia vita professionale, le porte di quella testata dove trentasei anni fa ho mosso i primi passi: prima come assistente ai programmi, poi come giornalista. Dopo giorni tormentati ho scelto di tornare a RaiNews, il porto da cui ero salpato prima di approdare a Report».

Ranucci ha poi ricordato i grandi traguardi investigativi del passato e i maestri che hanno segnato il suo cammino: «Milena Gabanelli mi chiamò dopo aver realizzato l’inchiesta che denunciò l’uso di armi chimiche da parte degli Stati Uniti, il fosforo bianco, a Falluja: un lavoro realizzato tra il 2004 e il 2005 che, per la prima volta nella sua storia, portò il nome della Rai nel mondo con uno scoop internazionale. Armi tremende che ancora oggi, nel silenzio degli indecenti, vengono usate da Israele a Gaza e in Libano. All’epoca il mio direttore era Roberto Morrione, il mio maestro. Insieme realizzammo molte inchieste: sull’uso dei proiettili all’uranio impoverito, sulla vera natura della missione militare a Nassiriya e, soprattutto, quella che nel 2000 portò al ritrovamento dell’intervista perduta al giudice Paolo Borsellino. In quell’intervista, realizzata appena due giorni prima della strage di Capaci, il magistrato parlò per la prima volta dei rapporti tra la mafia e i fratelli Dell’Utri, e della figura di Vittorio Mangano, lo stalliere di Arcore».

In chiusura, il giornalista ha voluto ringraziare l’attuale guida della testata e ribadire la propria determinazione: «Oggi il direttore è Federico Zurzolo, che ringrazio per la fiducia. Ritroverò tanti vecchi compagni di quella Rainews appena nata che alla fine degli anni novanta, come una nave corsara, solcava il mare in tempesta dell’informazione. Torno da dove sono partito con la certezza di aver fatto tutto ciò che dovevo e di aver contribuito per venti lunghi anni al successo di una trasmissione come Report, che è il fiore all’occhiello della televisione pubblica e del giornalismo d’inchiesta nazionale e internazionale. Torno con il sorriso, che nessuna ingiustizia riuscirà a togliermi. E con la voglia intatta di combattere ancora le battaglie importanti per il nostro Paese. Quella per la libertà di informazione: in difesa dei diritti, accanto ai più fragili e a chi, in questo Paese, non ha voce».