Un ragazzo di 15 anni ha aggredito con un coltello il personale di una scuola elementare nel villaggio polacco di Leszczydół-Nowiny, vicino a Wyszków, uccidendo una donna di 37 anni e ferendo altre due persone, tra cui il preside che è riuscito a immobilizzarlo.
L’aggressione è avvenuta intorno alle 9 di questa mattina. Il 15enne, ex alunno dell’istituto, è entrato nell’edificio armato di coltello e ha colpito tre membri del personale. La vittima, identificata dai media locali come una bidella, è morta nonostante i tentativi di rianimazione. La polizia, intervenuta pochi minuti dopo l’allarme, ha arrestato il ragazzo. Al momento non sono stati chiariti i motivi che lo hanno spinto a tornare nella sua ex scuola.
L’episodio si inserisce in una sequenza di aggressioni e minacce che nelle ultime ore hanno coinvolto gli istituti scolastici polacchi. Mercoledì a Ostrołęka, nel nord-est del Paese, un 19enne ha ferito diverse persone, tra studenti e insegnanti (da sette a dieci, secondo i diversi bilanci diffusi), in un attacco con coltello nei pressi e all’interno di una scuola professionale: il sospettato è stato fermato poco dopo. Lo stesso giorno a Sierpc è stato sventato un presunto attacco da parte di uno studente di 17 anni, che aveva annunciato di voler fare «qualcosa di brutto a scuola»: nel suo zaino sono stati trovati due coltelli e nel telefono le ricerche legate all’attacco pianificato.
Alla luce degli episodi, il primo ministro Donald Tusk ha convocato per le 13 una riunione urgente con i ministri dell’Interno, della Digitalizzazione, dell’Istruzione e della Salute, oltre al coordinatore dei servizi speciali e al comandante generale della Polizia. Ad annunciarlo è stato il portavoce del governo, Adam Szłapka, spiegando che l’incontro sarà dedicato agli atti di violenza nelle scuole e alla sicurezza scolastica.
