La pubblica amministrazione affronta il ricambio generazionale che porterà, nel giro di 6-7 anni, ad un milione di assunzioni. In realtà il piano di sostituzione è già operativo e consentirà di attrarre giovani nativi digitali. È il ministro della Pubblica amministrazione, Paolo Zangrillo, a illustrare i numeri di questa «grande trasformazione» che rappresenta una «grande opportunità per tutto il settore».
Lo fa dal Festival dell’Economia di Trento, la manifestazione organizzata dal Gruppo 24 Ore e Trentino Marketing per conto della Provincia Autonoma di Trento. Nei prossimi sei anni la pubblica amministrazione si troverà a perdere oltre un milione di dipendenti che maturano i criteri per andare in pensione, e con il piano di assunzioni, che «nei fatti è già in corso, dal 2023 al 2025, ad esempio, sono state già assunte 641mila persone», spiega Zangrillo il quale annuncia che nell’anno in corso conta di prendere «tra le 200mila e le 250mila persone».
«Abbiamo un piano di reclutamento per il 2026 che è in linea con i numeri che abbiamo avuto negli ultimi tre anni», afferma il ministro che si dice «piuttosto ottimista per diverse ragioni. Intanto per un motivo di tipo numerico nel senso che le attività che abbiamo svolto in questi anni, finalizzate a rendere il nostro processo di reclutamento più efficace, ci hanno dato ragione».
Altro tema spinoso che è stato affrontato è quello del rinnovo dei contratti. Si tratta di uno dei processi che ha dato «più soddisfazione in questi anni», con un impegno di «rottura rispetto al passato». Sui rinnovi contrattuali, Zangrillo snocciola i numeri di un «percorso virtuoso» iniziato nel 2023. Quando il governo si è insediato ho ricevuto in eredità ancora la «tornata dei rinnovi del 2019-2021 che ho chiuso nel 2023 e poi quella del 2022-2024. Abbiamo stanziato 30 miliardi per tre tornate contrattuali che sono 2022-2024, 2025-2027 e 2028-2030», ricorda il ministro della Pubblica amministrazione.
Adesso si sta lavorando ai rinnovi contrattuali 2025-2027 e per la «prima volta nella storia abbiamo avviato le trattative nel primo anno di riferimento», ricorda rivendicando la firma del contratto della scuola e «siamo ormai arrivati in fase finale delle funzioni centrali che credo si chiuderà a giugno».
Sono state poi avviate le trattative per i contratti della sanità e degli enti locali. Da parte del ministero c’è l’impegno di chiudere entro quest’anno la tornata 2025-2027 ma l’obiettivo personale di Zangrillo è quello di arrivarci prima dell’estate. Questa è una notizia «bella per i nostri dipendenti perché non facciamo più contratti con anni di ritardo e diamo continuità. L’altra buona notizia è che ci sono già le risorse per la tornata di rinnovo successiva che è quella 2028-2030», conclude.
