Coverciano torna ad aprirsi per il secondo atto dell’avventura di Roberto Mancini sulla panchina della Nazionale. Un ritorno segnato da entusiasmo e determinazione, inaugurato dal commissario tecnico prima con un ricordo sincero legato alla scomparsa di Sandro Mazzola, «un mito per tutta l’Italia», e poi con lo sguardo subito proiettato al futuro. Il principio cardine del nuovo ciclo parte dalla ricerca della serenità in campo. «Per vincere serve una squadra che gioca bene e si diverte», ha spiegato il ct in conferenza stampa. «Nello sport, se non ti diverti, non riesci a raggiungere i risultati. Dobbiamo avere la voglia di fare qualcosa di importante e giocare per regalare momenti belli».
Per affrontare le prossime quattro sfide di Nations League — il debutto a Roma con il Belgio, le due sfide con la Turchia e la trasferta di Parigi contro la Francia — il selezionatore ha optato per un gruppo numeroso e ricco di volti nuovi. Rispetto al tema della forte presenza di stranieri nei campionati italiani, il tecnico propone risposte concrete: «Non dobbiamo lamentarci, ma trovare soluzioni veloci, portando in azzurro i giovani d’interesse come Zoma, che gioca con continuità nella Serie B tedesca. Vogliamo conoscerli direttamente». L’obiettivo finale rimane ambizioso e chiaro per il quadriennio: «Sono sicuro che nei prossimi quattro anni porteremo a casa qualcosa. Non inizio mai per perdere, serve vincere e dobbiamo farlo in fretta».
