Agosto ha segnato ancora un mese di crescita per i prestiti a imprese e famiglie e per la raccolta delle banche anche se in uno scenario geopolitico di crescente incertezza.
Lo scorso mese infatti il totale dei prestiti è cresciuto del 3,4% su base annua, in accelerazione rispetto al 3,3%, tornando ai livelli di ottobre 2022.
Per le famiglie è il ventesimo mese di incremento e per le imprese il quattordicesimo.
A tracciare il quadro è l’ultimo Rapporto Abi che segnala un tasso medio sul totale dei prestiti in lieve crescita al 4,19% (+0,02% rispetto a luglio) con un aumento per i nuovi mutui casa saliti al 3,56% (+0,16% rispetto al mese precedente), una tendenza destinata a salire nei prossimi mesi per effetto delle decisioni sui tassi prese dalla Banca centrale europea data la rinnovata crescente incertezza del quadro geopolitico che proietta più a lungo termine la necessità di interventi che arginino l’inflazione.
Anche se, sottolinea il direttore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, «ormai i tre quarti dei mutui già sottoscritti sono nella forma del tasso fisso, immunizzando così le famiglie dall’incremento dei tassi di interesse a differenza di quanto accaduto nel 2006 2007 quando i mutui a tasso variabile erano la quota principale».
Più in generale, spiega ancora il direttore generale dell’Abi, Gianfranco Torriero, sarà poi necessario vedere cosa accadrà in uno scenario che in questo momento appare in peggioramento con una dinamica del pil «non brillantissima» e un deterioramento delle attese degli imprenditori e come influirà sull’operatività delle imprese.
E «bisognerà poi vedere quale sarà il riflesso sulla rischiosità complessiva del portafoglio».
Intanto, la raccolta diretta complessiva ad agosto è risultata in aumento del 2,3% su base annua, proseguendo la dinamica positiva registrata da inizio 2024 ed ha raggiunto i 2.152,6 miliardi.
I depositi, nelle varie forme, sono cresciuti dell’1,8% su base annua (+2,4% il mese precedente) mentre la raccolta a medio e lungo termine, tramite obbligazioni è aumentata del 6,0% rispetto ad un anno prima (+5,7% nel mese precedente).
La raccolta indiretta, cioè gli investimenti in titoli custoditi dalle banche, ha presentato un incremento di 45 miliardi tra luglio 2025 e luglio 2026.
Il rendimento delle nuove emissioni di obbligazioni bancarie a tasso fisso è stato l’1,73%.
Per quanto riguarda infine i crediti deteriorati netti a luglio ammontavano a 28 miliardi di euro, da 28,6 miliardi di marzo 2026 (mentre erano pari a 29,1 miliardi a dicembre del 2025).
Il loro livello massimo lo avevano raggiunto nel 2015 quando erano pari a ben 196,3 miliardi.
