Flessibilità sui vincoli di bilancio europei per sterilizzare l’impatto del carovita, interventi mirati contro i rincari del carburante e la rivendicazione dei fondi stanziati per il personale sanitario. È un’agenda economica e geopolitica a tutto campo quella delineata dalla presidente del Consiglio, Giorgia Meloni, durante la conferenza stampa congiunta a margine del tredicesimo vertice dei Paesi Med9 a Spalato.
Dal caro-carburanti alla sanità
Il fronte più delicato riguarda i rapporti con Bruxelles, con Roma capofila di una linea di rigore parametrata alla realtà economica: «Non stiamo chiedendo spesa libera per fare finanza allegra», ha chiarito la premier, spiegando i contenuti del confronto avuto con la presidente della Commissione europea Ursula von der Leyen su una lettera inviata dall’Italia e condivisa da partner come la Grecia. «Tre anni fa l’Europa ha varato i piani nazionali stimando un’inflazione all’1,8%, ma i livelli attuali impongono esborsi automatici enormi: penso alle rivalutazioni di pensioni e assegno unico, fino al rincaro delle materie prime per i cantieri aperti del Pnrr. Sono miliardi che gli Stati devono spendere senza averlo deciso per decreto, ed è una voce che deve essere considerata nei margini di flessibilità consentiti».
Sul dossier energia e carburanti, il governo tiene la barra dritta sul monitoraggio dei prezzi alla pompa: «Siamo sempre pronti a intervenire nuovamente, in particolare attivando il meccanismo delle accise mobili», ha rimarcato Meloni, spiegando che l’extragettito Iva generato dai rialzi viene accantonato proprio per finanziare sgravi sulle accise. «A settembre abbiamo un tesoretto di circa 160 milioni utilizzabili. Stiamo valutando se impiegarli subito o preservarli come provvista per quando cesseranno le attuali misure di contenimento, fermo restando l’auspicio che si arrivi a un pieno ripristino del price cap a livello sovranazionale».
Nel quadro delle misure economiche interne, la presidente del Consiglio ha infine posto l’accento sulla firma per il rinnovo contrattuale 2025-2027 dell’Area Sanità, che interessa oltre 137 mila tra medici e dirigenti sanitari: «È un segnale concreto per valorizzare chi garantisce cure quotidiane ai cittadini. Arrivano aumenti medi di 393 euro lordi al mese per tredici mensilità, che possono salire fino a circa 560 euro con le risorse di legge e che, sommati al contratto precedente, portano il beneficio complessivo a oltre mille euro mensili per i nostri medici».
