Intervistato da Bloomberg, l’ex presidente della BCE e della Commissione Europea Mario Draghi è intervenuto sulle recenti rivolte registrate in diversi Paesi europei, individuandone la radice profonda in un blocco delle aspettative che colpisce le nuove generazioni. L’economista ha spiegato: «Non è affatto semplice spiegare queste rivolte in tre Paesi diversi, ognuno ha le proprie motivazioni specifiche».
Nel corso della sua analisi, Draghi ha sottolineato che «l’unico elemento che accomuna tutti e tre i casi è che, l’anno prossimo, si terranno elezioni di estrema importanza», aggiungendo tuttavia che «questa è solo la cornice». La spiegazione più solida risiede nel fatto che «i giovani hanno la sensazione che nessuno li ascolti» e percepiscono le dinamiche sociali come bloccate, poiché «faticano a trovare un lavoro e si sentono impreparati di fronte a una società che sta vivendo una trasformazione tecnologica rapidissima».
