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Malore del pilota in volo e atterraggio d’emergenza: il protocollo di sicurezza spiegato da un esperto

Dopo l’atterraggio d’emergenza a Malpensa del volo Lot Polish Airlines, il pilota e divulgatore Nicolò Fatai illustra le procedure di bordo e la gestione dello stress tra i cieli

Malore del pilota in volo e atterraggio d’emergenza: il protocollo di sicurezza spiegato da un esperto

L‘atterraggio d’emergenza effettuato all’aeroporto di Milano Malpensa da un Boeing 737 Max 8 della Lot Polish Airlines dopo che il comandante ha accusato un malore mentre copriva la tratta tra Palma di Maiorca e Varsavia, ha sollevato diversi dubbi sulla sicurezza dei voli commerciali e sulle procedure adottate in cabina di pilotaggio. Per chiarire la dinamica di eventi di questo tipo, la redazione di Tgcom24 ha intervistato Nicolò Fatai, pilota di linea e divulgatore scientifico.

L’esclusione del pericolo e le procedure di emergenza

Il pilota Nicolò Fatai ha subito tenuto a precisare come non si tratti di una dinamica pericolosa se affrontata correttamente: «Niente è improvvisato nell’aviazione, ogni emergenza è affrontata con metodo e seguendo le procedure».

Di fronte a un’improvvisa indisposizione del collega, il pilota rimasto ai comandi si trova a gestire da solo un velivolo progettato per due persone. Le linee guida prevedono il mantenimento del controllo tramite l’uso dell’autopilota, la valutazione delle condizioni del collega e l’immediata pianificazione di uno scalo nell’aeroporto più vicino: a supporto dell’operazione possono intervenire gli assistenti di volo per somministrare ossigeno o eventuali colleghi presenti tra i passeggeri per motivi di servizio.

Comunicazione ai passeggeri e prevenzione medica

Sul fronte della gestione delle persone a bordo, Fatai ha spiegato l’importanza di adoperare un linguaggio cauto per evitare crisi di panico: «In volo si comunica qualcosa di un po’ più generale. Magari si può dire: “Per problemi tecnici atterreremo nell’aeroporto più vicino”. Così non si scatena il panico a bordo».

I piloti sono tenuti a garantire standard di salute elevatissimi prima di mettersi alla guida: oltre ai controlli medici annuali obbligatori e ai test tossicologici o alcolimetrici a sorpresa eseguiti dalle compagnie, l’autovalutazione del personale risulta determinante. Qualora un pilota non si senta al top della forma fisica o stia attraversando un momento di forte stress emotivo per ragioni personali, la normativa e le aziende tutelano la decisione di astenersi dal servizio per garantire la massima sicurezza nei cieli.