Bruxelles alza gli scudi contro Pechino e infligge una multa da 200 milioni a Temu. La Commissione europea accusa il colosso cinese dell’e-commerce di non aver impedito la vendita di merci non a norma, come caricabatterie difettosi, gioielli pericolosi e giocattoli contenenti sostanze chimiche oltre i limiti di legge.
«I consumatori hanno un’alta probabilità di imbattersi in articoli illegali su Temu» mette nero su bianco l’esecutivo Ue. Bruxelles contesta al gigante cinese, che conta 130 milioni di utenti in Europa, di «non aver identificato, analizzato e valutato diligentemente i rischi sistemici derivanti dall’offerta di prodotti illegali sulla sua piattaforma».
Al centro dell’indagine c’è la prima valutazione del rischio presentata da Temu. Per la vice presidente della Commissione, Henna Virkkunen, il documento «sottovaluta i rischi concreti, manca di specificità, non si basa su prove solide, non è esaustiva e lascia all’oscuro le autorità di regolamentazione, gli utenti e il pubblico sulla reale portata dei potenziali danni causati dai prodotti illegali venduti su Temu».
Una violazione ritenuta particolarmente grave, considerato che «la valutazione del rischio rappresenta la pietra angolare» della legge sui servizi digitali (Dsa) concepita per mettere fine al far west online. La sanzione è la più alta comminata ai sensi del Dsa, dopo quella da 120 milioni che nel dicembre 2025 ha colpito X di Elon Musk. La società ha bollato la multa come «sproporzionata».
