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L’Ucraina colpisce al cuore della Russia, l’obiettivo è trattare: si lavora a nuove sanzioni Ue

L’attacco, condotto dalle unità speciali Alpha dell’intelligence ucraina, rientra nella più vasta operazione di “40 giorni di pressione”

L’Ucraina colpisce al cuore della Russia, l’obiettivo è trattare: si lavora a nuove sanzioni Ue

Un altro colpo nel cuore della Russia. I droni del Servizio di sicurezza ucraino hanno colpito la stazione di pompaggio petrolifero di Vtorovo, nella regione russa di Vladimir, a est di Mosca.

L’attacco, condotto dalle unità speciali Alpha dell’intelligence ucraina, rientra nella più vasta operazione di «40 giorni di pressione sulla Russia» lanciata dal presidente Volodymyr Zelensky il 25 giugno per sfruttare il momento favorevole sul campo e aumentare il pressing sul Cremlino nella speranza di riprendere i negoziati. La stazione di Vtorovo è un nodo logistico strategico per il trasporto di prodotti petroliferi leggeri e rifornisce i principali depositi dell’area della capitale russa oltre ai prodotti destinati all’esportazione attraverso i porti sul Mar Baltico. Il raid segue quello avvenuto nella notte, stavolta con missili a lungo raggio, contro lo stabilimento Titan-Barrikady di Volgograd, uno dei principali complessi dell’industria della difesa russa. Anche qui in pieno territorio russo, più vicino al confine col Kazakistan che all’Ucraina. «Ogni impianto della difesa russa che serve la guerra contro l’Ucraina è un obiettivo legittimo per le nostre sanzioni a lungo raggio», ha commentato il leader ucraino, sottolineando come la portata di queste operazioni «continui ad ampliarsi. Ed è proprio questa pressione quotidiana che getta le basi per una pace dignitosa».

Per Kiev la strategia è chiara: da un lato continuare a resistere sulla linea del fronte dove i russi non riescono ad avanzare e lasciano sul campo ingenti perdite umane, dall’altro sferrare gli attacchi in profondità nel territorio russo. Questi ultimi, un tempo considerati un tabù per gli alleati occidentali, stanno mostrando invece le capacità ucraine e il fianco debole della Russia, incapace di difendere il suo territorio anche agli occhi dei suoi cittadini.

Nel frattempo, le sanzioni dovrebbero fare il resto. Gli Stati membri dell’Ue continuano a lavorare al 21mo pacchetto di misure, presentato dalla Commissione europea. Mercoledì si sono riuniti a livello di ambasciatori per far avanzare il dossier con l’obiettivo di approvarlo il prima possibile, anche se ormai il via libera è atteso durante la presidenza irlandese del Consiglio Ue al via il primo luglio.