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L’Estonia sposta le truppe al confine russo: la replica del Cremlino e i nuovi attacchi in Ucraina

Tallinn rafforza la presenza Nato ai confini con armamenti a lungo raggio, intanto i missili Banderol colpiscono Kharkiv e la rete elettrica a Poltava

L’Estonia sposta le truppe al confine russo: la replica del Cremlino e i nuovi attacchi in Ucraina
(Foto Ansa)

L’Estonia ha avviato il riposizionamento permanente delle proprie forze militari lungo il confine con la Russia, dotandosi di sistemi d’arma in grado di effettuare raid in profondità nel territorio confinante. Secondo un’inchiesta pubblicata dal Financial Times, lo Stato baltico schierato in prima linea nella Nato intende prevenire un’eventuale aggressione da parte di Mosca al di là del conflitto ucraino. Nonostante i servizi di intelligence e i vertici militari estoni non stimino probabile uno scontro su vasta scala con la Nato nel breve termine, gli analisti ritengono che il governo russo si stia preparando a un potenziale confronto futuro con la piccola nazione confina con il blocco atlantico.

​Immediata la controreplica giunta da Mosca. Il portavoce del Cremlino Dmitry Peskov, commentando le indiscrezioni del quotidiano britannico tramite l’agenzia Interfax, ha rassicurato sulla capacità di controllo del territorio: «Non ci devono essere dubbi che il nostro ministero della Difesa e altri servizi competenti dispongono del necessario potenziale di intelligence per monitorare e valutare adeguatamente la situazione ai confini».

​Parallelamente, sul fronte bellico in Ucraina si registra una nuova escalation di attacchi aerei. Le forze armate russe hanno sferrato un doppio bombardamento sul distretto industriale di Kharkiv utilizzando i missili ibridi Banderol, armi che combinano la gittata di un missile da crociera alla manovrabilità di un drone a reazione, mettendo a dura prova i sistemi di difesa aerea locali. Il sindaco Ihor Terekhov ha confermato un bilancio tragico con un morto e sei feriti, oltre all’incendio di un edificio amministrativo, la distruzione di diversi veicoli e il danneggiamento di almeno dieci complessi residenziali. Contemporaneamente, un drone russo ha centrato una struttura strategica per l’energia nella regione di Poltava, lasciando oltre 22 mila utenti privi di energia elettrica, ad appena 48 ore di distanza da un analogo raid compiuto nel distretto di Lubny.