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Legge elettorale, scintille in maggioranza sul tema delle preferenze: l’opposizione attacca

Chiesto lo stop dei lavori dopo lo scontro: da una parte Fratelli d’Italia e Noi Moderati, dall’altra la Lega e Forza Italia

Legge elettorale, scintille in maggioranza sul tema delle preferenze: l’opposizione attacca

Il nodo delle preferenze viene al pettine, con la spaccatura lineare degli alleati di governo: FdI e Nm a favore, Lega e FI no. Dopo il botta e risposta tra il leader di Forza Italia Antonio Tajani e il meloniano Giovanni Donzelli, le opposizioni in commissione Affari Costituzionali partono all’attacco e chiedono di sospendere i lavori in attesa di un chiarimento nella maggioranza: «Che senso ha – si chiedono – andare avanti con una discussione parlamentare sempre più finta?».

Solo martedì erano stati accantonati, per una riflessione interna al centrodestra, gli emendamenti sulle preferenze. All’origine dello scontro c’è l’uscita di Tajani che, nella stessa giornata in cui la ministra alle riforme Elisabetta Casellati mette a verbale la sua contrarietà, ricorda l’esistenza di «un accordo complessivo per non inserirle», motivo per cui «si va in quella direzione». Poi una sottolineatura: «Io sono sempre stato un sostenitore del proporzionale». Ma FdI tiene il punto e conferma la volontà di presentare direttamente nell’emiciclo di Montecitorio un emendamento per introdurle: «Auspichiamo che possa trovare il consenso di tutto il centrodestra – afferma Donzelli -. Non mi precludo di poter trovare una formula che possa dare la possibilità all’elettore di scegliere e anche ai partiti di garantire comunque una parte della classe dirigente». In caso contrario, «ovviamente chiederemo all’Aula cosa ne pensa». Interviene anche la Lega: «Restiamo contrari all’introduzione delle preferenze e quindi a qualsiasi emendamento sulle preferenze», chiarisce Igor Iezzi. Il quale smentisce anche le voci di una riflessione aperta in maggioranza sull’opportunità di andare avanti sul Bignami bis, con l’ombra sempre più ingombrante di Roberto Vannacci: «Stiamo lavorando in commissione, il lavoro procede serenamente e secondo i tempi previsti».

Le opposizioni, che ravvedono nelle parole di Tajani un bluff da parte della maggioranza sulle preferenze, partono all’attacco: «Tajani getta la maschera, la maggioranza vuole le liste bloccate per scegliere al posto degli italiani», punta il dito la capogruppo del Pd in commissione, Simona Bonafè. La premessa è che, a differenza di quanto avviene in commissione, in Aula la possibilità di un voto segreto sulle preferenze – secondo diversi osservatori – potrebbe segnare la loro fine. «L’unico comune denominatore» del centrodestra è «il tentativo di mantenere il potere passando sopra la testa dei cittadini», l’accusa di Michele Gubitosa del M5S. Ma il più duro è proprio Roberto Vannacci che evoca l’esistenza di «un lodo anti-Vannacci per colpire Futuro Nazionale. Chi priva gli elettori del diritto di esprimere una preferenza compie un furto di democrazia».

Avs chiede chiarezza e per prima prospetta il blocco dei lavori della commissione, impegnata da due giorni nel voto (e nella bocciatura) degli emendamenti di opposizione: «Parlatevi, scrivetevi, decidete e poi ci chiamate – esorta il capogruppo dei rossoverdi Filiberto Zaratti -. Intanto chiediamo che i lavori della commissione siano fermati».