L’Aula della Camera ha rinnovato la fiducia al governo sull’articolo 3 della nuova legge elettorale, incassando 228 voti favorevoli, 144 contrari e tre astenuti. La votazione rappresenta l’ultimo scoglio di fiducia posto dall’esecutivo, dopo i due via libera registrati sui primi articoli della norma: il testo licenziato stabilisce la rideterminazione geografica dei collegi elettorali in Alto Adige, con particolare riferimento ai collegi di Merano, Bressanone e Bolzano. Esaurito il pacchetto delle fiducie, l’Assemblea si avvia ora verso l’esame finale che culminerà nella votazione a scrutinio segreto.
Senza il ricorso alla fiducia, Montecitorio ha inoltre approvato l’articolo 8 del provvedimento con 214 voti favorevoli e l’astensione compatta dei gruppi di opposizione: la disposizione estende l’esercizio del diritto di voto per i lavoratori e studenti fuorisede alla figura dei caregiver familiari. La misura ha raccolto le riserve critiche della parlamentare di Azione Valentina Grippo: «Con la possibilità di fare votare i caregiver si fa un piccolo passo in avanti, ma ciò avviene con farraginosità burocratica: le procedure che portano a iscriversi alle liste elettorali dovrebbero essere semplificate per evitare ulteriori disaffezioni al voto. È un’occasione mancata: non voteremo contro questo emendamento perché rappresenta un passo avanti benché incompleto, ma non possiamo votare a favore dell’articolo perché, così come è formulato, non risolve le problematiche e si inserisce in una legge elettorale fortemente antidemocratica e fragile in tutto il suo impianto».
Sul fronte della rappresentanza di genere, la deputata di Alleanza Verdi e Sinistra Elisabetta Piccolotti ha attaccato la maggioranza nel corso dell’impegno televisivo a «Omnibus» su La7, denunciando presunte penalizzazioni per le candidature femminili: «Per quanto riguarda la parità di genere credo proprio che il mio partito farà capolista al 50% uomini e al 50% donne, come immagino faranno tutti i partiti progressisti. A destra sta succedendo che, per garantire il cerchio magico dei segretari di partito, che è composto principalmente da uomini, hanno scritto la prima legge elettorale contro le donne varata da un governo presieduto da una donna. Cioè, hanno dato il permesso di mettere tra i capolista bloccati sostanzialmente solo uomini. Hanno creato una sorta di quota per uomini, diciamoci la verità».
