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Legge di bilancio, si parte da abolizione del bollo e taglio Irpef: i nodi sono energia e Difesa

Il governo dovrà decidere se procedere con lo sforamento da 1,5 punti percentuali di Pil nel triennio o cercando le coperture

Legge di bilancio, si parte da abolizione del bollo e taglio Irpef: i nodi sono energia e Difesa

Da una parte la manovra, dall’altra le scelte che riguarderanno le spese per la difesa e interventi strutturali sull’energia. I due capitoli procederanno paralleli, con valutazioni che certamente dovranno essere complessive.

La mancata uscita anticipata dalla procedura per deficit eccessivo metterà il governo davanti alla scelta se procedere comunque con lo sforamento di bilancio da 1,5 punti di Pil nel triennio. La scelta non è scontata ma, in questo caso, non essendo fuori dalla procedura europea, la decisione alimenterebbe di nuovo il deficit allontanando la prospettiva dell’uscita ora fissata sui conti 2026. L’ipotesi di finanziare le misure, in tutto o in parte, attraverso coperture richiederebbe invece la ricerca di risorse, intrecciando così il dossier con la Legge di Bilancio. Una scelta che al momento non sembra sul tavolo. Certo la manovra dovrà destreggiarsi tra gli appetiti della politica in pieno clima pre-elettorale e il sentiero stretto dei vincoli imposti dalle regole Ue. E che stando ai primi annunci, promesse e desiderata veleggia già verso i 20 miliardi. Senza considerare l’eventuale utilizzo della flessibilità Ue per Difesa e Energia.

L’attesa revisione dell’Istat sul deficit del 2025 certifica un indebitamento al 3,1%, confermando quindi la stima di aprile. Il dato in valore, però, peggiora di 355 milioni (a 69.736 milioni di euro): vengono infatti riviste al rialzo sia le entrate che le uscite, con un gap di maggiori spese per investimenti. Per scendere almeno al 3% del Pil, sarebbe servita una riduzione di oltre 1,8 miliardi. L’Istat ha anche rivisto al rialzo il Pil del 2025, portandolo al +0,6% (dal +0,5% della precedente stima), mentre è stato limato al ribasso il debito (136,7% del Pil). Si conferma il saldo primario (+0,8% dal +0,5% del 2024), mentre aumenta la pressione fiscale, al 42,9% (0,7 punti in più rispetto al 2024). Per il deficit 2025 in realtà l’ultima parola spetta a novembre alla Commissione Ue, sulla base dei dati che saranno certificati da Eurostat il 21 ottobre: ma il peggioramento certificato dall’Istat lascia poche chances. Nel frattempo c’è da mettere a punto la manovra, che tra circa un mese va portata in Parlamento. Il menu parte dall’abolizione del bollo auto, con le risorse già stanziate per il 2027 (2,3 miliardi) e circa 5 miliardi per stabilizzare la misura nel triennio. Attesa anche l’estensione del taglio della seconda aliquota Irpef ai redditi fino a 60mila (misura da circa 2,5 miliardi). Giorgetti ha anche già aperto alle proposte leghiste di una flat tax al 5% per i giovani neoassunti (servono circa 350 milioni) e di pensione anticipata a 64 anni (circa 1,6 miliardi l’anno).