La Turchia ha annunciato l’emissione di un mandato di arresto internazionale nei confronti del primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu e di un altro cittadino israeliano. L’accusa formale mossa da Ankara è quella di “genocidio”, legata al duro attacco sferrato nelle acque internazionali contro gli attivisti della Global Sumud Flotilla diretta a Gaza. Ad annunciare la mossa giudiziaria è stato il ministro della Giustizia turco, Akin Gurlek, che ha affidato a un post su X la linea dura del governo. «Non accettiamo in alcun modo l’idea che il governo Netanyahu sia intoccabile e impunibile», ha dichiarato Gurlek.
«Sotto la guida del nostro presidente Erdogan, continueremo a essere fermi al fianco del popolo palestinese. Utilizzeremo tutte le possibilità offerte dal diritto nazionale e internazionale per far sì che i responsabili rendano conto davanti alla legge». Mentre la magistratura turca si muove sul piano legale, la violenza non si placa sul campo. In Cisgiordania, il diciassettenne Karim Shalaldeh è rimasto ucciso a nord di Hebron in seguito ai colpi di arma da fuoco esplosi da alcuni coloni israeliani, secondo quanto riferito dal ministero della Salute dell’Autorità Palestinese. Un episodio su cui l’esercito israeliano sta svolgendo accertamenti.
