Il quotidiano “La Stampa” cambierà rotta per tornare a essere il giornale borghese fortemente radicato a Torino e in Piemonte, ma capace di guardare il mondo. A spiegarlo è il nuovo editore Alberto Leonardis che, in un’intervista rilasciata a “Il Foglio“, ha dichiarato: «La Stampa non sarà più una piccola Repubblica».
Il piano industriale punta a raggiungere il pareggio di bilancio e ad andare in attivo già a partire dal secondo anno di gestione, prevedendo tra i primi interventi anche la riapertura dell’ufficio di corrispondenza a New York.
Leonardis, nato a L’Aquila nel 1966 e laureato in pedagogia, ha delineato la sua visione editoriale respingendo l’idea di un quotidiano urlato o schierato politicamente.
L’obiettivo dichiarato è quello di rivolgersi a un pubblico colto e istituzionale, offrendo un prodotto equilibrato e privo di preconcetti. Il nuovo editore non ha voluto anticipare il nome del prossimo direttore della testata, limitandosi a garantire che si tratterà di una figura di alto profilo.
È prevista una struttura societaria con un azionariato frammentato, sul modello delle public company, per evitare che singoli grandi investitori possano esercitare condizionamenti sulla linea editoriale.
Tra i partner privati che sostengono i progetti di Alberto Leonardis figurano diverse fondazioni bancarie e la Federtennis. Dal punto di vista finanziario, il Gruppo Sae ha archiviato l’esercizio del 2025 registrando un fatturato aggregato di 175 milioni di euro e un margine operativo lordo (Ebitda) pari a 15 milioni di euro.
Rispetto alla complessa gestione del quotidiano “Il Tirreno“, che ha visto l’avvicendamento di quattro direttori in quattro anni a causa di squilibri strutturali tra organico e ricavi pubblicitari, l’editore ha precisato che la situazione della testata torinese è radicalmente differente. L’ottimizzazione del rapporto tra il numero dei giornalisti e le copie vendute a “La Stampa” sarà affrontata attraverso un programma che combinerà investimenti e prepensionamenti.
Alberto Leonardis si definisce un riformista di estrazione socialista e un editore puro. Ha espresso una profonda ammirazione per Urbano Cairo, indicato come modello di imprenditore puro capace di coniugare la qualità dell’informazione con la solidità dei bilanci, e ha reso omaggio alla storica gestione della famiglia Agnelli, definita come l’espressione più alta dell’aristocrazia borghese italiana.
Ad Alberto Leonardis gli auguri di buon lavoro del Gruppo Ledi, editore dei quotidiani L’Edicola e La Sentinalla, e dei fratelli Sebastiano e Vito Ladisa.
