Bari ha da poco ospitato il principale evento annuale della chirurgia plastica: sono 74 anni che viene organizzato il Congresso nazionale della Società Italiana di Chirurgia Plastica Ricostruttiva, Rigenerativa ed Estetica, famoso con l’acronimo di SICPRE. La manifestazione è stata presieduta dal responsabile della Struttura Complessa di Chirurgia Plastica dell’Istituto dei Tumori di Bari, Mauro Ressa, e c’erano ospiti anche il viceministro della Giustizia Francesco Paolo Sisto e il sottosegretario alla Salute Marcello Gemmato. A dare il benvenuto, pure il sindaco di Bari, Vito Leccese, e il presidente della Regione Puglia, Antonio Decaro.
I politici, i primi a rifarsi?
Tanti politici presenti, in qualche modo, avevano anche una giustificazione: sono tantissimi i politici italiani che si sono rivolti a un chirurgo plastico per migliorare il proprio aspetto. Una di queste è Laura Ravetto che ha ammesso pubblicamente di essersi rifatta il seno, ma ha un po’ ridimensionato la diceria che sottolinea che si sarebbe rifatta anche il naso, in un’età dove altre donne o uomini si accettano per quello che sono: «Ho solo fatto togliere un pochino di cartilagine, perché con l’età questa si modifica un pochino. In pratica, ho ripristinato il naso che avevo 10 anni fa. Non è un lifting, non ne ho mai fatto uno».
Lollobrigida e Ancorotti l’autotrapianto
La confessione di Laura Ravetto non è l’unica nel campo della politica. Il ministro dell’Agricoltura Francesco Lollobrigida, lontano parente di Gina Lollobrigida, visto che entrambi sono originari della zona di Subiaco, ha ammesso di essersi sottoposto a un trapianto di capelli: «Sì, mi sono dato una rafforzatina». E ha ricevuto l’applauso del senatore Renato Ancorotti, di Fratelli d’Italia, che ha commentato immediatamente: «Non lo sapevo, ma ha fatto benissimo. Un po’ di chirurgia estetica fa bene a tutti. Anche io avevo le borse sotto gli occhi e me le sono tolte. Non ci deve essere tabù, anche noi uomini abbiamo diritto alla bellezza».
Ad alcuni piacerebbe sottolineare che i risultati non sono entusiasmanti, ma non si può certo dire che Renato Ancorotti sia un brutto uomo, anzi ha non so che del playboy dei tempi d’oro, alla Gigi Rizzi, che non per niente aveva conquistato anche Brigitte Bardot. E pure Francesco Lollobrigida passa per un uomo bellissimo, questo è ciò che, perlomeno, ripetono i giornalisti che lo intervistano. Personalmente non l’ho mai visto di persona e, in foto, diciamo che non è certo abbagliante. Ma sicuramente non è brutto.
I due Conte
Persino Giuseppe Conte, il leader del Movimento Cinque Stelle, o di quello che ne rimane, è stato sospettato di essersi rifatto il naso, un’osservazione che fanno diversi fotografi, ma guardandolo non mi era mai passato per l’anticamera del cervello un sospetto del genere.
Il suo quasi omonimo, Antonio Conte, l’ex grande allenatore del Napoli, invece pare non abbia mai fatto mistero di essersi sottoposto a un trapianto di capelli. E lo ha fatto grazie al professor Piero Rosati, un’autorità in materia, e neanche esageratamente costoso, visto che su Internet si legge che un autotrapianto di capelli fatto dal professore costa sui 5.000 euro, con dei massimi fino a 8.000, più o meno quello che pagano gli italiani quando decidono di andare a fare un trapianto di capelli a Istanbul, dove però vanno aggiunti anche i costi di trasporto e di soggiorno.
«Sa che ho deciso di continuare a giocare a calcio, magari anche in Serie C? Perché, per il trapianto dei capelli, ho bisogno di soldi». Lo si legge proprio nel sito del professor Rosati (pierosati.it) che riporta un’intervista di Mario D’Ascoli ad Antonio Conte. Sempre nell’intervista riportata sul sito del professore si legge: «Premesso che il professor Rosati di Ferrara è un mio caro amico», continua Conte, «da bravissimo professionista qual è, mi pare ovvio che non lavora gratis».
E Conte spiega anche il perché, sempre nel sito del professore, e aggiunge: «Il look, soprattutto per un uomo pubblico come un calciatore, è importante. Oggi viviamo nella società dell’immagine e non tenerne conto è un grave errore, a mio parere. Vede, io sono stato mezzo pelato, tutto pelato e adesso ho i miei capelli nuovi, con i quali convivo bene, anzi benissimo».
Ecco, è questo il punto: la chirurgia estetica ha un obiettivo ben preciso: far star bene le persone con se stesse e con il proprio aspetto, perché la forma è anche sostanza. Ne era più che convinto anche Silvio Berlusconi, che non ha mai nascosto di essersi sottoposto a trapianti di capelli e ha dimostrato, sia quando non li aveva sia quando li aveva, che la sua era una figura più che vincente, per i risultati e anche per l’immagine che dava dell’Italia al mondo.
Flavio Briatore, un esempio incoraggiante
Non ha mai negato di essersi sottoposto a qualche ritocchino Flavio Briatore. Non ne ha parlato in maniera plateale, ma non è un mistero che nel tempo si sia rifatto sia gli occhi (blefaroplastica che ha fatto ammettendolo anche George Clooney) sia un lifting, e i risultati sono più che incoraggianti, visto che a 70 e passa anni è considerato non solo un uomo di successo, ma anche un bellissimo uomo.
Anche di un intellettuale irriverente, anzi direi proprio dissacrante, come Fabio Volo si è scritto che si sia sottoposto a un rinfoltimento dei capelli (notizia mai confermata, ma di certo sta molto bene), e, se lo ha fatto, non è solo, visto che anche mostri sacri come Elton John (ma per lui alcuni sono certi che si tratti di un parrucchino) e David Beckham, cui gli osservatori di costume hanno fatto le pulci, mostrando che in passato aveva meno capelli di oggi.
A Hollywood prima dei 40 tutti fanno qualcosa
«Ci sono persone che confesserebbero più volentieri un omicidio piuttosto che un lifting», scherza il professor Renato Calabria, uno dei chirurghi estetici più bravi del mondo, che aggiunge: «A Hollywood, prima dei quarant’anni, tutti gli attori, famosi o meno famosi, qualcosa fanno. Non lo dicono, certo, ma lo fanno, state tranquilli».
Ha fatto epoca la battuta della scrittrice Jackie Collins, sorella della più famosa Joan Collins, che diceva: «A Hollywood le donne, quando parlano tra di loro, non si guardano negli occhi mai, perché sono troppo indaffarate a cercare nel volto della signora con cui stanno parlando i segni dei lifting».
L’unica sincera? Alba Parietti
In Italia, giusto Alba Parietti non ha mai fatto mistero di aver usato la chirurgia estetica per mantenere la sua bellezza. Di lei si parla di orecchie, operate quando era ancora bambina, labbra (da decenni il suo marchio di riconoscibilità), occhi, naso, seno e qualche altro intervento di dermoabrasione per tenere la pelle costantemente tonica.
Ma Alba è quasi unica: le altre negano fino alla morte, anche se i sospetti non mancano. Antonellina Clerici, per esempio, in quest’ultimo anno è stata vista troppo armoniosa, ma forse il fatto di aver deciso di andare a vivere in campagna è stato un tonico eccezionale per la sua immagine.
Qualcuno sospetta anche del seno di Michelle Hunziker e di Ilary Blasi (troppo belli dopo tre gravidanze) ma sono di per sé bellissime.
Non ci sono né conferme né smentite.
Non hanno mai smentito, invece, Paola Barale e Paola Perego: entrambe si sono sottoposte a un intervento di riduzione del seno. La Barale ha ammesso: «Ne avevo davvero troppo, ho dovuto dare una regolata al mio décolleté». Mentre Paola Perego ha detto: «Ho tolto due taglie, ero esagerata». Proprio vero che chi ha il pane non ha i denti.
