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Il risiko bancario fa volare i titoli in Borsa, sotto i riflettori il tema dell’occupazione

Intesa Sanpaolo presentando l’offerta pubblica di acquisto e scambio sul Monte, ha reso noto un programma di 13.100 assunzioni

Il risiko bancario fa volare i titoli in Borsa, sotto i riflettori il tema dell’occupazione

Il risiko bancario si trova in un momento di grandi accelerazioni con i due principali protagonisti impegnati su fronti diversi. Da una parte Intesa Sanpaolo è nel pieno della fase delle autorizzazioni per l’Opas da 30,6 miliardi di euro su Siena; dall’altra il Monte cerca di trovare consensi sulle due Ops per Banco Bpm e Banca Generali. Sotto i riflettori anche il tema dell’occupazione, con le uscite volontarie ed i nuovi ingressi, e la performance in Borsa dei titoli coinvolti nelle operazioni.

L’operazione messa in campo da Carlo Messina, dopo aver incassato il via libera dell’Ivass, si trova in una fase avanzata con l’attenzione che ora si concentra sulla decisione della Bce che, secondo alcune ricostruzioni, potrebbe arrivare verso metà ottobre. Se non ci saranno rallentamenti o intoppi la parola passerà poi alla Consob, con l’ipotesi che l’opas potrebbe partire già da novembre. Restano aperte poi le questioni dell’Antitrust, la cui l’istruttoria è stata avviata nei giorni, e quella legata al golden power. Sul versante della concorrenza, negli ambienti finanziari, c’è ottimismo sulla possibilità che Intesa riesca a fronteggiare eventuali correttivi che potrebbero arrivare dall’autorità guidata da Saverio Valentino. Lato Monte dei Paschi, il ceo Luigi Lovaglio dopo la tappa a New York per la Barclays Global Financials Conference, settimana prossima volerà a Londra per la ceo conference di Bank of America. A Siena è attesa la riunione del consiglio di amministrazione che dovrebbe convocare l’assemblea del 29 ottobre per le ops su Banca Generali e Banco Bpm.

Sotto i riflettori il tema dell’impatto del risiko sul fronte dell’occupazione. Un argomento sul quale più volte è stata richiamata l’attenzione da parte delle organizzazioni sindacali. Intesa Sanpaolo presentando l’offerta pubblica di acquisto e scambio da 30,6 miliardi sul Monte, ha reso noto un programma di 13.100 assunzioni complessive a fronte di 6.800 uscite già programmate cui si sono aggiunte 6800 previste nell’ambito dell’Opas. Un intervento che tra uscite e nuovi ingressi va oltre il rapporto di uno a uno. Mps, secondo una lettera alla Consob riportata da Repubblica, nell’operazione con Banco Bpm prevede l’uscita volontaria di cinquemila dipendenti per ottenere 400 milioni di risparmi sul personale. Un deciso taglio che sarebbe in parte compensato, continua la lettera, con «un programma di nuovi inserimenti, indicativamente nel rapporto di una nuova assunzione ogni due uscite».

In Borsa, intanto, prosegue la corsa dei titoli coinvolti nel risiko. Le azioni di Mps dal valore del 5 giugno, ovvero la chiusura di Borsa precedente alla lettera di Banco Bpm per una fusione alla pari ed il successivo annuncio dell’Opas di Intesa, sono passate da 8,94 euro a 11,76 euro (valore al 18 settembre), in aumento del 31,51%. Intesa registra una crescita del 19%, passando da 5,6 a 6,67 euro. Bene anche Unipol, che ha sottoscritto un accordo con Cà de Sass per rilevare le filiali di Mps che saranno poi girate a Bper. Il titolo è passato da 20,87 a 27,59 euro (+32,20%) e Bper (+21,74%). Ragionamento diverso per Banco Bpm che, dalla lettera al Monte fino allo stop, hanno visto un aumento del 19,4%, passando da 13,21 a 15,77 euro. Le azioni poi sono cresciute ancora fino al 6 agosto toccando i 17,18 euro. A distanza di due settimane è poi arrivata l’offerta di Mps ed il titolo ha subito un calo del 6,2% attestandosi alla chiusura di venerdì a 15,70 euro. C’è poi la performance di Banca Generali che, dall’annuncio dell’offerta di Siena, è passata da 68,20 a 65 euro, con una contrazione del 4,69 per cento.