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IA e armi nucleari, l’allarme di Rutelli: «Serve controllo umano o sarà catastrofe»

Soft Power sottolinea l’urgenza di definire regole e meccanismi certi, specie dopo la scadenza, nel febbraio 2026, del trattato New Start

IA e armi nucleari, l’allarme di Rutelli: «Serve controllo umano o sarà catastrofe»
Credits: Ansa

L’intreccio tra i rapidi sviluppi dell’Intelligenza Artificiale generativa e la gestione degli arsenali atomici rappresenta una delle insidie più drammatiche del nostro tempo. L’allarme è stato lanciato alla Camera dei Deputati durante la presentazione della relazione del Soft Power Club, illustrata dal presidente Francesco Rutelli. L’associazione internazionale sottolinea l’urgenza di definire regole e meccanismi certi, specie dopo la scadenza, nel febbraio 2026, del trattato New START tra Stati Uniti e Russia, in un panorama globale segnato da crescenti tensioni strategiche.

L’obiettivo è prevenire il rischio che un conflitto nucleare possa essere innescato da decisioni autonome di algoritmi, da cyber-attacchi hacker o da errori di sistema sfuggiti al controllo degli operatori. Non si tratta di cedere ad allarmismi o demonizzare la tecnologia, ma di garantire che la responsabilità decisionale finale spetti sempre all’uomo. A testimoniarlo è la storia: nel 1983, la lucidità del colonnello sovietico Stanislav Petrov — che riconobbe un falso allarme satellitare evitando un contromissile devastante — dimostrò quanto il fattore umano sia insostituibile.

L’Italia si sta muovendo attivamente sul piano diplomatico, promuovendo il principio del controllo umano lungo l’intera catena di comando e guidando iniziative all’ONU. La questione, di fondamentale rilevanza globale, è approdata anche ai massimi livelli della politica internazionale: il tema dell’IA applicata ai sistemi di comando nucleare figura infatti tra i punti centrali del vertice bilaterale tra il presidente statunitense Donald Trump e il leader cinese Xi Jinping.