«Come faccio a fondare un partito, a organizzarlo? Non ho il potere di farlo, non ho le facoltà. Posso dare degli input a delle idee». Lo ha dichiarato Beppe Grillo corso del suo intervento a Pulp Podcast, tornando a parlare delle dinamiche interne alla forza politica da lui creata.
Analizzando la situazione attuale del Movimento 5 Stelle, il comico genovese ha affondato il colpo e tracciato una linea di demarcazione netta: «Sono stato estromesso, è un dato di fatto. Ma non ho rimpianti, ora il Movimento è un’altra cosa, in mano al reverendo Jones, l’uomo che sussurrava ai cavilli, persone che si agitano in un movimento che di progressista ha solo la paralisi progressiva». Grillo ha poi proseguito definendo l’evoluzione della forza politica ed esprimendo un personale stato di disagio: «Il Movimento doveva essere compostabile, non biodegradabile, mi sento postumo di me stesso da vivo, tutto quello che dicevo 20 anni fa devono ancora arrivare qua, questo è il disagio».
Ricostruendo la storia del progetto nato con Gianroberto Casaleggio, Beppe Grillo ha tracciato il bilancio dei costi personali legati all’impegno pubblico: «Con la politica io ci ho rimesso un sacco di soldi, un po’ di salute, una parte della mia famiglia, perché non sono mai stati d’accordo. Siamo partiti con Casaleggio. Poi, mancando Casaleggio sono rimasto un po’ privo. Poi c’è stato Luigi Di Maio, bravissimo, per l’amor di Dio, però… Poi ho fatto il garante che non contava quasi nulla. La situazione si è evoluta. Io e Casaleggio non ci siamo mai candidati e mai ci abbiamo pensato. Abbiamo fondato il Movimento nel giorno di San Francesco».
Il fondatore si è poi detto convinto dell’esistenza di una regia mediatica per oscurare il suo percorso storico e artistico: «Ho fatto cinque Festival con Pippo Baudo, ho vissuto con lui una vita, fanno un programma su di lui e io non ci sono. Presentano i David di Donatello, che io ho preso, e non vengo messo nell’elenco di chi l’ha vinto. Gino Paoli fa l’ultima intervista in vita, io e lui in tournee insieme, amicissimi, fa un’intervista e Aldo Cazzullo gli chiede di Grillo, lui parla di me benissimo, ma tagliano la risposta. Allora penso che ci sia una piccola manovra per togliere dalla memoria il mio nome».
Spazio anche al capitolo familiare, con il riferimento alle vicende del figlio Ciro Grillo: «Sta attraversando un periodo un po’ particolare, di enorme pesantezza, che sta risolvendo. Si è laureato 110 e lode, si ha fatto una famiglia, una figlia stupenda, una moglie, studia per diventare penalista e gridare al mondo la sua innocenza, vuole difendersi da solo e gridare la sua innocenza».
In chiusura dell’intervista, Beppe Grillo ha riservato una battuta al dibattito politico attuale e alla figura di Roberto Vannacci: «Il pensiero si sta rattrappendo un po’, oggi le persone intelligenti si nascondono, hanno paura di confrontarsi. Vannacci… il suo futuro sono le domande stupide, con un sottile astio. Lui è come una decalcomania, più gli sputi sopra più si appiccica».
