Si infittisce il mistero sulla scomparsa di Alisya e Sarah, le sorelle di 16 e 12 anni svanite da nove giorni dalla casa famiglia di Civitella Alfedena (L’Aquila). Enrico Mastantuono, legale della madre Valentina D’Acunto, attacca la gestione del caso: «Le ricerche sono partite in ritardo. Le perquisizioni a casa di genitori e nonni sono scattate solo mercoledì 10, a tre giorni dalla scomparsa». L’avvocato solleva dubbi anche su un antidolorifico somministrato ad Alisya la notte della fuga e ricorda che Sarah è celiaca, aumentando l’apprensione. Il padre delle ragazze ha già denunciato la struttura per abbandono di minore.
Parallelamente, emergono le rivelazioni del fidanzato diciottenne di Alisya, che ai carabinieri ha riferito: «La madre aveva scritto loro che sarebbe andata a prenderle in comunità anche con la forza». Il giovane esclude che si siano allontanate da sole poiché «avevano paura del buio», e descrive la fidanzata come «cambiata» negli ultimi giorni.
Le indagini si concentrano sull’ipotesi di una fuga programmata con l’aiuto di terzi, dato che dalla stanza mancano abiti e trucchi. La Procura di Sulmona sta decifrando alcuni biglietti in codice trovati in camera. Al vaglio ci sono i video di un bar che riprendono le sorelle la sera di sabato 6 giugno e i filmati di alcuni mezzi passati in paese tra le 2 e le 5 del mattino. Le ricerche, estese fino al Basso Lazio, vedono i vigili del fuoco impegnati anche nel lago di Barrea, oltre che in casolari e grotte tra Castel di Sangro e Scanno.
