Roberto Vannacci essenziale per portare alla vittoria il centrodestra alle prossime elezioni politiche. Soprattutto, il paradosso, se dovesse arrivare in porto la nuova legge elettorale con premio a chi supera il 42%. È di Nando Pagnoncelli per il Corriere della Sera l’ultimo sondaggio che certifica non solo la crescita costante di Futuro nazionale – quantomeno nelle intenzioni quando mancano ancora molti mesi al voto – ma anche il sorpasso sulla Lega che dell’ex generale è stata, di fatto, il trampolino di lancio.
In pubblico Matteo Salvini mostra indifferenza, come Fratelli d’Italia, ma nelle conversazioni private qualche preoccupazione c’è, mentre è partita una sorta di guerra di sondaggi, con la Lega ne sbandiera ad esempio altri che la danno invece saldamente sopra FnV. Il leader leghista è alle prese con i malumori del suo partito, soprattutto al Nord. «Vediamo se il tavolo dei territori» sarà «la strada giusta per il rilancio», dice il segretario della Lega lombarda e capogruppo al Senato Massimiliano Romeo, sottolineando che «le cose non stanno andando bene» e bisogna dare risposte al «grido di allarme lanciato da chi vuole sentirsi rappresentato». E che sia necessario partire dalle «proposte» è convinto anche il giovane governatore del Veneto Alberto Stefani, più tenero col leader: «Salvini sa arrivare ai territori, essere in contatto con la gente» e «ascoltare» anche le critiche, «vuole bene al partito», dice il successore di Luca Zaia, invitando a non badare «a Vannacci o ai sondaggi» ma alle «risposte da dare alle nuove generazioni».
Insomma bisogna «rinverdire il messaggio», sintetizza Igor Iezzi – che ora per il partito si sta occupando, da relatore, della legge elettorale – piuttosto che parlare di «organigrammi, statuto, vice». L’orizzonte rimane comunque «autunno 2027» perché «il mio sondaggio – taglia corto Salvini – è il giorno delle elezioni politiche». Il leader si pone l’obiettivo di riportare il partito «in ottima salute, almeno a due cifre» e di tornare con il centrodestra al governo. «Osservo con attenzione e rispetto Vannacci, la Schlein, Conte», dice elencando l’ex generale insieme ai leader delle opposizioni, «ma non ho nessun tipo di preoccupazione».
Di certo però i numeri aggiornati del sondaggio Ipsos Doxa fanno rumore in un afosissimo sabato di inizio estate. Nella rilevazione di Pagnoncelli all’interno di una sostanziale «stabilità» di tutti i partiti, spicca da un lato il calo di circa mezzo punto di Fratelli d’Italia (-0,6% rispetto a maggio, al 27%) e il balzo di Futuro nazionale, salito di 1,2 punti rispetto al mese scorso, pescando proprio da FdI e dalla Lega. Con il 6% il partito di Vannacci supera il suo ex partito, ancora in leggero calo e fermo al 5,6%. E nel complesso il centrodestra nell’attuale perimetro raggiungerebbe il 41,7% – con Forza Italia stabile all’8,3% e Noi moderati allo 0,8%. Mentre con Futuro nazionale la coalizione salirebbe al 47,7%. Ma rilevare l’intenzione di voto per un partito dentro o fuori da una coalizione non è la stessa cosa, riflettono nell’attuale maggioranza, e nel centrodestra in particolare, come nota sempre Iezzi, «è forte il concetto di voto utile».
Minimizzare il rischio sembra il mantra mentre Vannacci gira il nord, si paragona a Churchill e detta le sue condizioni, anche perché, per dirla con Gianni Alemanno, «Giorgia Meloni non ha il monopolio della destra». Se l’attuale centrodestra «concorderà con i nostri principi ideali e le nostre linee rosse, ben volentieri» scandisce il leader di FnV, «noi saremo in coalizione e ci batteremo per i nostri ideali». Altrimenti «noi la nostra rotta non la modifichiamo». Il discorso era incentrato sui sindaci – Vannacci è intenzionato a presentare suoi candidati non solo a Milano ma anche in diverse città venete – ma, certo, vale anche per la politica nazionale.
