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Energia, l’Italia chiede flessibilità. L’Ue: «Già data, la lettera di Meloni non è ancora arrivata»

Bruxelles ricorda i margini già concessi, Roma e Praga presentano un piano di emergenza sui mercati energetici prima del vertice del 15 e 16 ottobre

Energia, l’Italia chiede flessibilità. L’Ue: «Già data, la lettera di Meloni non è ancora arrivata»
(Foto Ansa)

I controcolpi dell’inflazione e le pressioni sui mercati dell’energia riaccendono il confronto diplomatico tra i Paesi membri e la Commissione europea: nel corso dell’ultimo briefing con la stampa a Bruxelles, la portavoce dell’esecutivo comunitario Paula Pinho ha risposto alle sollecitazioni italiane su una concessione di maggiori margini di manovra finanziaria ricordando come le istituzioni abbiano «già dato più flessibilità agli Stati membri». Un’apertura che attende tuttora un passaggio formale, come chiarito dal portavoce Balazs Ujvari, il quale ha precisato di «non aver ancora ricevuto la lettera» annunciata dalla premier Giorgia Meloni, evidenziando contestualmente il funzionamento della clausola nazionale di salvaguardia estesa agli investimenti nella difesa e al settore energetico.

La strategia italiana per mitigare lo shock sui costi delle bollette si sviluppa parallelamente su un binario d’azione congiunto con la Repubblica Ceca: le due nazioni hanno inviato un documento tecnico in vista del Vertice europeo in programma il 15 e 16 ottobre, proponendo un pacchetto di interventi d’emergenza sul sistema Ets per il mercato delle quote di emissione. La proposta sollecita l’introduzione di misure temporanee volte ad abbattere l’impatto dei costi del carbonio sui prezzi dell’energia, una maggiore flessibilità nell’assegnazione dei permessi e il rinvio dell’entrata in vigore dell’Ets 2 destinato a edilizia e trasporti: un testo che evidenzia come una sospensione temporanea del meccanismo fornirebbe ossigeno immediato al comparto industriale, individuando opzioni mirate per proteggere il tessuto produttivo.

Il fronte della sicurezza energetica richiede infine uno sforzo coordinato su scala globale per scongiurare crisi di approvvigionamento sui prodotti raffinati: la Commissione europea ha confermato di essere in costante contatto con l’amministrazione guidata da Washington e con i singoli governi per valutare l’eventuale rilascio strategico delle riserve di petrolio e gasolio per prevenire possibili limitazioni alle esportazioni a stelle e strisce. Le consultazioni diplomatiche ad alto livello troveranno un punto di sintesi immediato nel vertice del consiglio direttivo dell’Iea, l’Agenzia internazionale per l’energia, chiamato a monitorare la tenuta dei mercati e a definire la strategia comune per stabilizzare i prezzi sulle borse internazionali.