Il cibo «buono, pulito e giusto» varca ufficialmente i cancelli delle scuole e trasforma la refezione in un tassello fondamentale dell’offerta formativa. A Torino la mensa scolastica cambia pelle e si consolida come presidio di educazione, sostenibilità e cultura della salute.
Nella cornice di “Terra Madre – Salone del Gusto 2026”, il capoluogo piemontese – insieme all’Università di Scienze gastronomiche di Pollenzo, a Slow Food Italia e ai gestori del servizio (Camst, Ladisa, Euroristorazione e Vivenda) – ha chiamato a raccolta per la prima volta cento cuochi delle cucine comunali.
Un incontro storico da cui prendono forma tre pilastri strategici: “Cuochi in rete”, “Mense aperte” e “Dietro ogni piatto”. L’iniziativa punta a valorizzare una professionalità decisiva ma spesso invisibile. Come evidenziato dai promotori, chi lavora ai fornelli delle scuole non si limita a preparare migliaia di pasti quotidiani, ma orienta i gusti dei più piccoli, favorisce l’accettabilità dei menu, previene lo spreco e trasmette l’importanza delle materie prime. Un’azione pedagogica concreta che il rettore di Pollenzo, Nicola Perullo, ha sintetizzato con efficacia: il lavoro quotidiano nelle scuole vale molto più della spettacolarizzazione televisiva degli chef stellati.
Il cuore del progetto è la nascita di “Cuochi in rete”, il primo laboratorio permanente in Italia dedicato ai professionisti della ristorazione scolastica. A partire dai primi mesi del 2027, la rete – che coinvolgerà a regime circa 350 cuochi torinesi – attiverà incontri periodici di formazione e aggiornamento incentrati sullo scambio di buone pratiche. L’ambizione, rimarcata dall’assessora alle Politiche educative Carlotta Salerno, è fare del capoluogo piemontese un modello urbano apripista, capace di estendersi progressivamente a livello regionale e nazionale.
A fianco della rete nasce “Mense aperte”, appuntamento annuale fissato per ogni primo venerdì di maggio. La giornata vedrà coinvolti circa 335 plessi scolastici e oltre 40 mila alunni. Per l’occasione, i refettori apriranno le porte a famiglie, produttori ed esperti. I cuochi «saliranno in cattedra» per spiegare cosa c’è dietro ogni piatto e promuovere la filosofia One Health, l’approccio integrato che lega la salute umana a quella del pianeta. Parallelamente, le classi lavoreranno con kit digitali dedicati per comprendere il valore sociale della convivialità.
L’evento si inserisce nel percorso virtuoso delle “Politiche locali del cibo” di Torino, già premiato a livello internazionale con il “Milan urban food policy pact Award” e il riconoscimento di “Mensa verde”. Come ricordato dal sindaco Stefano Lo Russo e dalla presidente di Slow Food Italia Barbara Nappini, la mensa rappresenta il luogo d’eccellenza in cui la cura del presente pone le basi per il futuro delle nuove generazioni.
