Doppio disco verde da parte della Banca Centrale Europea all’indirizzo di Mps: la vigilanza di Francoforte ha autorizzato la fusione per incorporazione di Mediobanca nel Monte dei Paschi di Siena, dando contestualmente il via libera alle modifiche statutarie e sbloccando la partita delle cooptazioni all’interno del consiglio di amministrazione senese.
L’istituto di Rocca Salimbeni, attraverso una nota ufficiale, ha confermato il recepimento delle autorizzazioni per la riorganizzazione societaria: parallelamente, la Bce ha concluso con esito positivo l’esame di idoneità (fit & proper) per i candidati Alessandro Caltagirone e Gianluca Brancadoro, primi dei non eletti per la minoranza, che andranno a reintegrare l’organo amministrativo ‘orfano’ da inizio maggio di due componenti dopo le dimissioni di Fabrizio Palermo e la decadenza di Carlo Vivaldi. Il consiglio di amministrazione si riunirà all’inizio della prossima settimana per riportare il plenum del board a quindici membri.
Verso la metà della prossima settimana Mps intende depositare presso la Consob i documenti relativi alla doppia Ops su Banca Generali e Banco Bpm, dopo aver presentato le relative istanze alle varie autorità regolatorie compresi Bankitalia, Ivass, Antitrust e il Governo per la normativa Golden Power. I soci del Monte saranno chiamati a esprimersi il 29 ottobre sia sulla fusione con Mediobanca sia sulle offerte pubbliche di scambio, con l’amministratore delegato Luigi Lovaglio impegnato nella costruzione del consenso assembleare.
L’obiettivo della banca è avviare le offerte a metà dicembre, in un contesto di mercato in cui resta pendente l’Opas lanciata da Intesa Sanpaolo: a difesa del legame territoriale e dell’integrità dell’istituto si sono mossi gli enti locali della Toscana, con la sindaca Nicoletta Fabio e il presidente della Regione Eugenio Giani che hanno promosso un tavolo istituzionale permanente. In merito alle prospettive industriali del gruppo, il presidente di Unipol Carlo Cimbri ha recentemente ribadito al Sole 24 Ore la centralità della sede di Siena e il ruolo del Monte come capofila del futuro secondo polo bancario italiano.
