Il clima geopolitico sull’asse tra Europa ed Est europeo registra un repentino irrigidimento dopo le affermazioni giunte dai vertici della diplomazia di Mosca. Entrando nel merito delle contestazioni tedesche, il ministro degli Esteri russo Serghei Lavrov ha duramente stigmatizzato la condotta delle autorità germaniche nel corso di un’intervista all’agenzia della televisione di Stato ripresa da Interfax: «Hanno trovato un drone. Hanno detto che era un drone russo, ma nessuno si è preso la briga di indagare. Questo è, in linea di massima, l’inizio di una vera guerra», ha dichiarato Lavrov.
In questo quadro di estrema polarizzazione geopolitica, mentre a Kiev sono in corso delicati colloqui con gli emissari americani Witkoff e Kushner, si inserisce un’aspra contesa a distanza che vede al centro la stabilità delle rotte commerciali e la regolarità della navigazione civile sopra il territorio della Federazione Russa.
Gli avvertimenti di Kiev sulla sicurezza dello spazio aereo
La nuova escalation verbale trae origine dalle recenti esternazioni del presidente ucraino Volodymyr Zelensky, che ha prefigurato scenari di forte criticità per i collegamenti aerei verso le principali metropoli della Russia: «il cielo russo sta diventando pericoloso a causa dell’incremento massiccio nell’impiego dei droni», ha dichiarato il leader di Kiev nel corso di un videomessaggio, aggiungendo tuttavia che la propria strategia non intende prendere di mira l’aviazione civile in quanto tale.
Secondo la ricostruzione diffusa dagli organi d’informazione di Mosca, le azioni promosse dall’amministrazione ucraina puntano a chiudere lo spazio aereo del paese utilizzando droni, condizionando la regolarità dei vettori internazionali diretti verso gli scali strategici di Mosca e San Pietroburgo. Per dare seguito a tali indirizzi, secondo Mosca il vertice di Kiev ha annunciato che il Ministero degli Esteri e le strutture competenti avrebbero provveduto a trasmettere tutti i dettagli relativi alle minacce che intendono creare all’aviazione civile e alle strutture internazionali.
Le segnalazioni ufficiali inviate da Kiev alle organizzazioni internazionali
Le rassicurazioni del governo ucraino sono state contestualmente formalizzate sul piano multilaterale con l’invio di notifiche ufficiali all’Organizzazione internazionale dell’aviazione civile, oltre che ai governi stranieri e alle compagnie di volo: la decisione di segnalare la pericolosità dei sorvoli nasce dalla volontà espressa dai vertici diplomatici di tutelare il traffico passeggeri. A tal proposito, il ministro degli Esteri ucraino Andriy Sybiga ha rimarcato l’intendimento dell’iniziativa precisando che «vogliamo prevenire incidenti involontari e invitiamo tutti a prestare la massima attenzione», nel quadro di una condizione operativa complessa dovuta al prosieguo dei combattimenti.
La risposta di Putin e il rifiuto dei negoziati
La risposta della leadership russa non si è fatta attendere ed è giunta ai massimi livelli attraverso una dura presa di posizione del presidente Vladimir Putin, intervistato da Pavel Zarubin per l’emittente “Vesti”. Nel richiamare l’andamento del conflitto e i precedenti strategici, il capo del Cremlino ha ricordato che la passata offensiva annunciata dall’amministrazione avversaria ha prodotto come unico risultato un aumento degli attacchi russi contro obiettivi in Ucraina, evidenziando come i blitz condotti da Mosca si siano dimostrati decisamente più impattanti sul piano militare e ribadendo la ferma indisponibilità a trattare: «Kiev chiede la ripresa dei negoziati e incontri diretti, ma non si negozia con i terroristi», ha affermato categoricamente Putin.
La posizione del Cremlino e le accuse di terrorismo di Stato
Commentando nello specifico gli avvisi diffusi dall’Ucraina circa la navigazione nei cieli della Federazione, il presidente russo ha bollato tali iniziative come una forma di intimidazione istituzionale, prefigurando contromisure immediate qualora venissero messi in atto interventi ostili contro i vettori commerciali: «troveremo una risposta, e nessuno deve dubitarne», ha scandito il leader del Cremlino. La medesima linea d’azione è stata ribadita dai portavoce ufficiali della presidenza: interrogato sulla possibilità di convocare una sessione straordinaria di governo dedicata all’emergenza volo, il portavoce Dmitry Peskov ha tagliato corto spiegando che «al momento, non c’è alcuna necessità per questo», facendo sponda alle valutazioni di Putin che avevano già qualificato gli attacchi agli aeroporti civili russi alla stregua di una dichiarazione di terrorismo statale.
La smentita di Rosaviatsiya sul valore legale dei documenti ucraini
Sul versante operativo e regolatorio, le autorità dell’aviazione civile di Mosca hanno respinto integralmente le notifiche inviate da Kiev ai protocolli internazionali. L’agenzia federale Rosaviatsiya ha emanato un avviso ufficiale al personale di volo per precisare che tutti i documenti pubblicati dall’Ucraina relativi allo spazio aereo della Federazione Russa non hanno valore legale, denunciando la violazione dei trattati aeronautici e rassicurando gli operatori globali sul fatto che «il trasporto aereo russo, la sua infrastruttura di terra, continuano a operare regolarmente, accogliendo e inviando voli, compresi quelli di compagnie aeree straniere».
Le rassicurazioni del Ministero dei Trasporti sulla continuità dei voli
A chiudere il quadro istituzionale della parte russa sono giunte infine le rassicurazioni del ministro dei Trasporti Andrey Nikitin, che ha escluso la presenza di criticità o blocchi alle attività degli scali commerciali del Paese. Garantendo il mantenimento dei massimi standard di protezione per passeggeri ed equipaggi, il titolare del dicastero ha confermato la piena efficienza dei protocolli, ricordando che «le autorità stanno costantemente migliorando i requisiti di sicurezza per i voli e gli aeroporti e dispongono di misure per rispondere alle minacce che si presentano».
