La notte di attacchi incrociati nei cieli dell’Europa orientale torna a far tremare la popolazione civile della capitale ucraina: un drone russo ha colpito in pieno un edificio scolastico situato nel distretto di Solomianskyi a Kiev, innescando un incendio e provocando ingenti danni alla struttura. Le conseguenze dell’impatto avrebbero potuto essere ben più drammatiche se non fosse stato per l’immediata messa in sicurezza degli alunni: come confermato dal sindaco Vitali Klitschko attraverso i propri canali Telegram, al momento dell’esplosione i bambini si trovavano già all’interno del rifugio antiaereo dell’istituto, rimanendo incolumi mentre le squadre di soccorso e i servizi d’emergenza si dirigevano sul posto per domare le fiamme e mettere in sicurezza l’area, interessata anche dal danneggiamento di un magazzino limitrofo a causa della caduta dei detriti.
Sul fronte opposto, il Ministero della Difesa della Federazione Russa ha diffuso un bollettino ufficiale relativo alle operazioni notturne, rivendicando una serie di raid mirati contro le infrastrutture militari, logistiche e di comunicazione impiegate dalle forze armate ucraine. Secondo la ricostruzione fornita da Mosca via Telegram, i raid avrebbero distrutto a Kiev un centro di trasporto logistico riconducibile alla Renta Logistic LLC – i cui depositi ospitavano un’officina destinata all’assemblaggio di droni marini – e colpito a Odessa il centro dati Hosting-Ua, struttura ritenuta strategica per l’elaborazione di informazioni d’intelligence e dati di servizio: a completare il quadro degli interventi nel sud dell’Ucraina, le forze russe hanno riferito di aver danneggiato nel porto di Chornomorsk una nave da carico presuntamente impiegata per il trasporto di equipaggiamenti militari e materiale a duplice uso.
La risposta della contraerea russa all’offensiva aerea d’oltreconfine si è tradotta in numeri imponenti lungo un ampio raggio d’azione compreso tra le 20:00 e le 8:00 ora di Mosca: il dicastero militare di Mosca ha infatti comunicato di aver intercettato e distrutto ben 330 droni ucraini ad ala fissa. La pioggia di vettori nemici ha interessato uno spettro territoriale vastissimo comprendente le regioni di Bryansk, Belgorod, Smolensk, Kaluga, Tula, Kursk, Tver, Lipetsk, Oryol, Tambov, Astrakhan, l’oblast dell’ex capitale imperiale, la Repubblica di Crimea e il bacino del Mar Nero, confermando un’escalation di attacchi aerei a lungo raggio che continua a logorare i confini di entrambi i paesi.
