Colpo di scena nel settore dei carburanti: dopo la mossa di Eni, anche IP ha annunciato la decisione di calmierare i prezzi di benzina e gasolio sulla propria rete italiana. La notizia, resa nota nel pomeriggio del 27 settembre, segna un’ulteriore svolta a poche ore dall’entrata in vigore del tetto stabilito dal cane a sei zampe (1,99 euro/litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel). A differenza di Eni, Italiana Petroli – controllata dallo scorso maggio dal colosso azero Socar – non introdurrà un vero e proprio “price cap” fisso, ma un impegno concreto a mantenere i listini più bassi. Il valore di riferimento verrà calibrato considerando anche la sostenibilità economica della filiera e dei suoi operatori.
Con questa iniziativa, la compagnia statale dell’Azerbaigian intende rispondere direttamente all’appello del governo italiano per alleviare la pressione su famiglie e imprese, da mesi alle prese con i rincari record provocati dalle tensioni geopolitiche internazionali e dai problemi lungo le catene di approvvigionamento. L’applicazione della misura avverrà in modo progressivo, partendo dalle stazioni di servizio a marchio IP, sia di proprietà sia convenzionate. Contestualmente, il gruppo ha comunicato che sta valutando le modalità operative per estendere il meccanismo anche ai punti vendita a marchio Esso e agli altri distributori indipendenti che si riforniscono da IP su tutto il territorio nazionale. La mossa aumenta la competizione e lascia presagire un potenziale effetto calmiere esteso a tutta la rete.
