Un paio di settimane fa, quasi 7 milioni di elettori italiani sono stati chiamati alle urne per le elezioni comunali e molti di loro si sono ripresentati il 7 e l’8 giugno per i ballottaggi. E molte delle candidate per coprire il potere politico locale erano donne.
In Italia le donne amministratrici dei comuni rappresentano oggi il 35% del totale, con oltre 44mila elette di cui più di 1.000 sindaco. Per qualcuno è un buon dato, ma la strada è ancora lunga, visto che in Italia le donne sono 1,2 milioni più degli uomini. Su un numero complessivo di circa 59 milioni di italiani, si contano circa 30,1 milioni di donne (51% del totale) e 28,8 milioni di uomini.
Constatare che le amministratrici sono il 35 per cento è forse poco, visto che sono passati ottant’anni da quando, il 10 marzo 1946, le donne votarono per la prima volta in Italia.
Il potere è ancora maschile?
Donne e potere, ancora oggi, è un binomio che non indica una verità intuitiva ed evidente. Il potere è sempre considerato maschile, perché, è inutile negarlo, il predominio maschile nelle posizioni decisionali è un dato di fatto radicato in strutture sociali e culturali. Ed è evidente ancora oggi: nel Parlamento italiano ci sono in totale 202 donne e 405 uomini, che coprono rispettivamente il 33,2 e il 66,8 per cento degli incarichi totali. Eppure, la politica italiana vede come presidente del Consiglio dei Ministri Giorgia Meloni, che inspiegabilmente vuole essere chiamata “il Presidente” al maschile. Non solo, ma è certamente interessante constatare che anche il suo principale oppositore, leader del centrosinistra, è una donna: Elly Schlein.
Ursula e il divano di Erdoğan
Il potere comunque è sempre più donna. Va ricordata Ursula von der Leyen, presidente della Commissione europea, sposata con un medico e con sette figli. Ursula von der Leyen è una donna femminile e di grande carattere, che sa come tenere testa a uomini arroganti, come fece quando accadde il caso del “Sofagate”, l’incidente diplomatico avvenuto il 6 aprile 2021 ad Ankara, in Turchia, in cui fu lasciata senza sedia durante l’incontro ufficiale con il presidente turco Recep Tayyip Erdoğan e il presidente del Consiglio Europeo Charles Michel. Fecero una bruttissima figura internazionale sia Erdoğan, che poi è stato battuto alle elezioni amministrative, sia Charles Michel, che avrebbe dovuto evitare di sedersi accanto a Erdoğan, e che così facendo ha dimostrato poco carattere.
Christine Lagarde e i tassi di interesse
Ma chi ha carattere ha un brutto carattere, lo diceva sempre Indro Montanelli. Vale anche per certe donne. Tra quelle di potere non bisogna dimenticare Christine Lagarde, presidente della Banca centrale europea, donna di grande classe, che ha dimostrato in passato di saper prendere scelte anche impopolari e durissime, soprattutto quando impone rialzi dei tassi di interesse per combattere l’inflazione. Sono famosi i suoi richiami infuocati ai governi affinché mantengano risposte alla crisi “mirate e temporanee”.
Le donne sanno comandare
Le donne sanno comandare. Personalmente sono stato diretto da diverse donne, e mi sono sempre trovato benissimo, a partire dal mio primo direttore, Mara Santini Cefis, proseguendo con Maria Venturi, Silvana Giacobini. E voglio ricordare anche che a capo de L’Edicola c’è una direttrice, Lorena Saracino, di cui sono editorialista.
Miuccia Prada dalla giacca al PCI
D’altra parte, le donne non devono dimostrare più nulla. Non a caso un ruolo di primo piano nell’economia italiana e nel mondo è coperto da una signora come Miuccia Prada, amministratore esecutivo del gruppo Prada, co-direttore creativo e direttore creativo del marchio Miu Miu (il suo soprannome da ragazza). Certo, Prada può contare anche sulla collaborazione del marito, l’imprenditore toscano Patrizio Bertelli. Insieme hanno due figli: Lorenzo, oggi figura chiave del gruppo, e Giulio, diventato famoso come regista e velista (ha iniziato nello staff tecnico di Luna Rossa, il team di Coppa America fondato e presieduto da Patrizio Bertelli). Miuccia, prima di entrare nell’azienda fondata dal nonno, ha avuto una vita intensa: laureata in scienze politiche, è stata iscritta al PCI, ha militato nell’Unione Donne Italiane e c’è stato un periodo in cui ha studiato mimo al Piccolo Teatro di Milano.
Caterina Caselli la talent scout dei talenti
Anche nel mondo musicale italiano la più grande protagonista è una donna: Caterina Caselli, ex Casco d’oro della musica italiana (quando Cele Vergottini, il grande parrucchiere, inventò per lei un taglio a caschetto platino), vedova del discografico Piero Sugar, di cui ha preso le redini della casa discografica, rendendola ancora più prestigiosa e importante. «Quando si tratta di pensare al cast per un Festival di Sanremo, lei è la prima persona che viene chiamata», mi dice Lucio Presta, grande agente dello spettacolo italiano che ha già realizzato cinque festival di Sanremo. Non a caso è forse la più importante talent scout degli artisti italiani. Ha scoperto e lanciato alcuni dei nomi più importanti della musica italiana. Parlo di Andrea Bocelli, una delle pochissime star italiane famose in tutto il mondo. Parlo di Elisa, che ha vinto il Festival di Sanremo nel 2001 con il capolavoro Luce. Parlo dei Negramaro, che al festival di Sanremo 2005 gareggiarono nella categoria Nuove Proposte con il brano Mentre tutto scorre, vennero eliminati prima della finale, ma il brano divenne un enorme successo commerciale. Scoperta da Caterina anche Malika Ayane, che è andata più volte all’Ariston, non ha mai vinto, però i suoi brani sofisticati hanno avuto sempre grande successo e ancora oggi vengono ricordati.
Maria De Filippi il trono della tv
Sul fronte televisivo, se un tempo era Pippo Baudo il vero mattatore, l’uomo che creava successi e ascolti per pubblici infiniti, oggi il trono è occupato da Maria De Filippi. Certo, forse oggi non staremo a parlare di lei se non avesse incontrato nella sua vita Maurizio Costanzo. «Ma quando l’ho incontrata la prima volta ho capito subito che era una donna che avrebbe potuto fare molto, ho capito, anche se lei era perfino restia, che poteva diventare un personaggio di primo piano della nostra televisione. E così è stato», mi diceva Maurizio Costanzo, che negli ultimi anni ammetteva che se uno spazio in TV ce l’aveva ancora era anche per merito di Maria De Filippi.
Vero o non vero, è questo un riconoscimento infinito di un uomo di un’intelligenza assoluta che è rimasto innamorato della moglie fino alla fine, nella speranza, come diceva lui, di “lasciare questa vita tenendole la mano”. Una frase che ancora oggi mi commuove.
Marina Berlusconi e la Mondadori
Il fatto che ci siano donne che coprono ruoli grazie alla famiglia o ai mariti non toglie loro alcun merito: chi ha coperto ruoli apicali solo ed esclusivamente per questioni di parentela è sempre durato poco, ed è la storia a dimostrarlo, uomini o donne che fossero. Imprenditrice di assoluto successo è per esempio Marina Berlusconi. Sposata, due figli, primogenita di Silvio Berlusconi, fu chiamata dal padre ad affiancarlo quando decise di scendere in politica. Oggi è presidente di Fininvest e presidente del Gruppo Arnoldo Mondadori Editore, che è riuscita a togliere da un momento di impasse e che è diventato un pilastro fondamentale della cultura italiana ed europea.
Elisabetta Sgarbi e la Nave di Teseo
Sempre per rimanere nel tema cultura, il più vivace direttore editoriale nel panorama di autori di grande qualità è indubbiamente Elisabetta Sgarbi, sorella del critico Vittorio Sgarbi. Unita da una solida relazione sentimentale e professionale con Eugenio Lio, un professore considerato una delle menti più brillanti della cultura italiana, insieme con Umberto Eco, uscendo dalla Bompiani, che ha diretto per anni, ha fondato nel 2015 la casa editrice La Nave di Teseo. Non contenta, ha ideato e dirige dal punto di vista artistico il Festival culturale la Milanesiana, che si occupa di letteratura, cinema, musica e scienza.
Il Nobel quasi un club per soli uomini
Cultura e donne sembrerebbe un binomio molto positivo e fecondo. Ma per quanto riguarda l’Italia, il Premio Nobel pare essere quasi esclusiva dei maschi. Su 21 premi Nobel italiani solo due sono andati a donne: Grazia Deledda ha vinto il Premio Nobel per la letteratura nel 1926, diventando la seconda donna in assoluto a ricevere quel riconoscimento, e, ad oggi, l’unica italiana. Dopo di lei c’è stata Rita Levi-Montalcini, che ha vinto il Premio Nobel per la medicina nel 1986. Senza di lei oggi molte malattie del sistema nervoso non potrebbero essere curate. Aspettiamo con ansia che arrivi per un’italiana un altro premio Nobel.
