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“Domenica in”, un’avventura che ci accompagna da 50 anni

La prima puntata del contenitore di Raiuno andava in onda il 3 ottobre 1976. L’edizione appena partita vede ancora una volta al timone Mara Venier

“Domenica in”, un’avventura che ci accompagna da 50 anni

Correva l’anno 1976 e il 3 ottobre su Raiuno, alle 14, andava in onda la prima puntata di «Domenica in». Quindi quella appena partita, sempre su Raiuno, festeggia il mezzo secolo del contenitore tv.

A inventare il format fu Corrado, che lo condusse per le prime tre edizioni. Nel 1979 il testimone passò a Pippo Baudo, scomparso lo scorso agosto all’età di 89 anni, che rimase al timone fino al 1985 e vi tornò più volte negli anni successivi, totalizzando undici edizioni. Nel corso dei decenni il programma ha cambiato volto e conduttori più volte, prima di trovare nel 1993 il suo partner ideale: Mara Venier, lanciata proprio da Baudo e da Luca Giurato.

Cuore e cronaca

«Zia Mara» ha appena tagliato il traguardo delle 17 edizioni, di cui 8 consecutive, diventando il simbolo assoluto della domenica pomeriggio di Raiuno.

Al suo fianco i «compagni di viaggio» della scorsa stagione: il giornalista e direttore del quotidiano «il Giornale» Tommaso Cerno, che cura gli approfondimenti di attualità, e il wedding planner Enzo Miccio, con la sua rubrica sui sentimenti.

I vip come a casa loro

Tantissimi gli aneddoti che costellano i cinquant’anni di «Domenica in». Resta nella memoria collettiva lo storico gioco della cassaforte, ideato sulla scia delle trovate di Gianni Boncompagni con Raffaella Carrà, così come le celebri interviste ai vip, diventate il vero marchio di fabbrica del programma, momenti capaci di trasformare ogni incontro in un racconto intimo tra vita pubblica e privata degli ospiti.

Un dono incredibile

Venier quando parla di «Domenica in» quasi si commuove: «Non so resistere alla sua chiamata, mi ha dato tutto. La cosa più bella è quando la gente mi ferma e mi ringrazia per quello che faccio. Grazie a questo programma la mia carriera ha ricevuto una cosa in più: la credibilità».