Le massime cariche dello Stato si sono strette in un abbraccio unanime durante i funerali solenni di Simone Ruggia, Claudio Marchesi, Franco Adriano Zecchillo e Laura Procacci, i quattro militari tragicamente scomparsi in Bosnia-Erzegovina. Alla presenza del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, il ministro della Difesa Guido Crosetto ha espresso il profondo cordoglio dello Stato, sottolineando la compattezza delle istituzioni di fronte a una tragedia che colpisce l’intero Paese. «Oggi la Repubblica è qui. Lo Stato è qui, unito, senza divisioni, per rendere omaggio ai nostri quattro fratelli», ha dichiarato Crosetto, ringraziando il Capo dello Stato per la vicinanza costante. Rivolgendosi con empatia alle famiglie, il ministro ha riconosciuto il dolore incommensurabile per la perdita di chi, prima ancora di indossare la divisa, rappresentava l’affetto più caro: «Donne e uomini che hanno scelto di servire gli altri, di difendere la pace, anche lontano da casa, dove quella pace è più fragile».
Particolarmente toccante il passaggio in cui il ministro ha ricordato la sua visita sul luogo dell’incidente, dove le parti locali si sono accordate per erigere un monumento comune. Con il loro servizio nell’Aviazione dell’Esercito e nel Corpo Militare Volontario della Croce Rossa, i quattro caduti sono diventati il simbolo «di chi ha scelto di stare dalla parte del bene, di unire dove la storia ha diviso». Garantendo che la comunità militare non lascerà sole le famiglie nel ricordo di Simone, Claudio, Franco Adriano e Laura, Crosetto ha concluso ricordando che essi incarnano «la parte migliore dell’Italia, quella che abbiamo il dovere di difendere».
