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Crans-Montana, il Comune sapeva del pericolo incendi: la rivelazione in un’email

L’allarme era partito da un’ex consigliera ora indagata: «La schiuma fonoassorbente è pericolosa». Lo sapeva anche la stessa titolare Jessica Moretti

Crans-Montana, il Comune sapeva del pericolo incendi: la rivelazione in un’email
(Foto Ansa)

Il Comune di Crans-Montana sapeva che la schiuma fonoassorbente del Constellation avrebbe potuto incendiarsi. È quanto emerge da un’email con cui Rose-Marie Clavien, ex consigliera comunale con delega all’edilizia tra il 2017 e il 2024, avvertiva del pericolo. La donna, che nell’interrogatorio di venerdì 28 agosto si è avvalsa della facoltà di non rispondere su questo punto, è la diciassettesima indagata nell’inchiesta sull’incendio di Capodanno, in cui sono morte 41 persone e 115 sono rimaste ferite. Il particolare è pubblicato dal quotidiano svizzero Tages-Anzeiger, citato oggi dal Messaggero.

Della pericolosità della spugna, di cui era ricoperto il soffitto del discobar andato a fuoco il primo gennaio, era consapevole anche la stessa proprietaria Jessica Moretti. In un messaggio inviato nel dicembre del 2019, aveva infatti invitato i dipendenti a fare attenzione all’utilizzo delle candele pirotecniche che avrebbero potuto incendiare il rivestimento. Evento che si è verificato sei anni dopo, causando una strage. 

Arrivano anche le parole del papà di Chiara, scomparsa nell’incendio di quella maledetta sera: «Da papà di Chiara, leggere una notizia del genere mi lascia senza parole. Se davvero il Comune era stato informato del rischio che quella schiuma fonoassorbente potesse incendiarsi, allora credo che sia doveroso fare piena luce su ciò che è accaduto e, soprattutto, capire perché quel pericolo non sia stato affrontato e scongiurato»: così all’ANSA Andrea Costanzo, papà della sedicenne vittima del rogo di Capodanno a Crans-Montana.
«Chiara e le altre vittime – aggiunge – non possono essere riportate indietro. Ma noi familiari abbiamo bisogno di sapere la verità».