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Caso Ranucci, in Rai scattano le verifiche interne. Il giornalista: «La mia immagine l’ha mai tutelata?»

Il comunicato: «Difendere l’immagine complessiva del giornalismo del servizio pubblico». Il conduttore replica: «La narrazione di alcuni giornali sul sottoscritto, su Report, e sulla sua storia è vergognosa e mostruosa»

Caso Ranucci, in Rai scattano le verifiche interne. Il giornalista: «La mia immagine l’ha mai tutelata?»

La Rai ha ufficialmente avviato gli approfondimenti di competenza riguardo alla posizione del vicedirettore Sigfrido Ranucci, attivando la Commissione per il codice etico su impulso dell’amministratore delegato. In una nota ufficiale, Viale Mazzini ha definito l’istruttoria come un passaggio inevitabile a tutela dell’ente, delle persone coinvolte e dei principi fondamentali che regolano l’informazione pubblica.

L’azienda ha sottolineato la necessità di attenersi rigorosamente alle linee guida Ebu e al Contratto di Servizio, ribadendo l’importanza di criteri trasparenti nel giornalismo d’inchiesta: dai capisaldi dell’imparzialità e dell’indipendenza fino all’accuratezza, alla verifica severa delle fonti e alla loro corretta gestione.

Nel comunicato, i vertici di Corso Rinascimento hanno inoltre rimarcato la volontà di difendere l’immagine complessiva del giornalismo del servizio pubblico, lodando l’impegno quotidiano dei professionisti attivi nelle testate nazionali, nelle redazioni regionali, tra gli inviati all’estero e nei programmi di approfondimento.

Rai: Ranucci, pronto ad audit o verifiche, ma ‘Report’ merita rispetto

«Apprendo dalle agenzie che la Rai ha avviato, dopo la richiesta dei giorni scorsi da parte del ministro Urso, verifiche sulle fonti e sulla correttezza delle nostre inchieste. Lo fa per tutelare la sua immagine. Ma la mia, che in parte è anche Rai, l’ha mai tutelata? È paradossale che la richiesta di Urso sia nata da informazioni false riportate da alcuni giornali». Così Sigfrido Ranucci su Facebook.

«Il sottoscritto e la squadra di Report, sono pronti ad affrontare l’ennesimo Audit o verifiche, avendo già passate tutte le altre, alcune, come quelle dell’ Autogrill o del caso Tosi, proprio incentrate sul metodo di lavoro e sulla gestione delle fonti – prosegue – Che le fonti siano sempre state selezionate con rigore lo dicono i 30 anni di storia della trasmissione».

Duro infine l’attacco del giornalista alle altre testate: «La narrazione di alcuni giornali sul sottoscritto, su Report, e sulla sua storia è vergognosa e mostruosa, e tende a colpire uno degli ultimi baluardi dell’informazione libera rimasta nel Paese. Io non sono e non voglio essere un puro, ma ‘Report’ lo è, e ha considerato come unico editore di riferimento il pubblico che paga il canone. Merita rispetto. È la trasmissione con i giornalisti più premiati della storia della televisione, dietro ogni puntata, c’è un lavoro pazzesco, fatica, rigore, coraggio e soprattutto quello che spaventa , indipendenza e memoria».