Turni fino a 14 ore al giorno, sette giorni su sette, sotto la pioggia come sotto il sole, per una paga che andava dagli 80 centesimi a un euro e mezzo a cassetta raccolta. È lo scenario emerso dall’inchiesta sul caporalato condotta tra Villa Literno e Mondragone, nel Casertano, che questa mattina ha portato all’esecuzione di quattro misure cautelari.
I Carabinieri del Nucleo Ispettorato del Lavoro di Caserta hanno dato esecuzione a un’ordinanza del gip del Tribunale di Santa Maria Capua Vetere, disponendo l’obbligo di presentazione alla polizia giudiziaria per tre indagati e l’obbligo di dimora per un quarto, tutti domiciliati in provincia di Caserta. Per loro l’accusa è di intermediazione illecita e sfruttamento del lavoro, in concorso tra loro; contestualmente sono stati notificati quattro avvisi di conclusione delle indagini.
Secondo la ricostruzione degli inquirenti, gli indagati reclutavano lavoratori extracomunitari privi di permesso di soggiorno, destinandoli alla raccolta di ortaggi nei campi tra Villa Literno e Mondragone: fino a 80 braccianti al giorno, presi direttamente per strada e stipati su furgoni fatiscenti, talvolta gli stessi utilizzati per il trasporto merci. Una volta nei campi, i lavoratori non potevano assentarsi per malattia né usare il telefono, ed erano tenuti sotto il controllo costante dei caporali: chi tentava di scappare durante un controllo delle forze dell’ordine, rendeva poco o si ammalava rischiava semplicemente di perdere il posto. Mancavano inoltre la visita medica preventiva, i dispositivi di protezione individuale, i bagni chimici e i punti ristoro, mentre il lavoro proseguiva anche nei giorni di caldo estremo, in violazione delle ordinanze regionali sull’emergenza calore.
Le indagini, coordinate dalla Procura di Santa Maria Capua Vetere, sono durate oltre due anni e si sono avvalse di osservazioni, pedinamenti, sopralluoghi nei fondi agricoli e riprese video effettuate anche con i droni. I braccianti che hanno fornito dichiarazioni utili alle indagini sono stati collocati in località protette, con una prospettiva di protezione e di inserimento socio-lavorativo. Gli esiti dell’inchiesta sono stati illustrati questa mattina in una conferenza stampa nell’ufficio del procuratore di Santa Maria Capua Vetere.
