Si è aperta al Tribunale di Ivrea l’udienza preliminare per il drammatico incidente ferroviario avvenuto nel 2023 alla stazione di Brandizzo, costato la vita a cinque operai travolti da un treno in transito durante interventi di manutenzione sui binari: la seduta è stata aggiornata al 28 ottobre dopo essere stata interamente dedicata alle istanze di costituzione di parte civile. Tra i soggetti che hanno richiesto di citare in giudizio i responsabili figurano la Regione Piemonte e diverse organizzazioni sindacali, con Uil e Fenal che hanno rilanciato la battaglia per lo stop ai subappalti a cascata, mentre molte delle persone offese hanno denunciato la totale assenza di congrue proposte risarcitorie da parte delle società coinvolte.
Tensioni e vivaci proteste hanno caratterizzato l’avvio della sessione a causa delle precarie condizioni logistiche del Palazzo di Giustizia eporediese, con la causa celebrata all’interno di due stanze ridotte e collegate tra loro in videoconferenza: duro l’affondo dell’avvocato di parte civile Marco Bona, che ha condannato l’organizzazione parlando di mancanza di rispetto verso le vittime e chiamando in causa direttamente i vertici del Dicastero della Giustizia. All’esterno dell’edificio si è svolto un presidio di solidarietà promosso dai comitati dei familiari della strage di Viareggio e dai sindacati di base dei ferrovieri, mentre i parenti degli operai scomparsi, tra cui i congiunti di Giuseppe Aversa, hanno ribadito con forza la prioritaria richiesta di verità e giustizia per l’imminente iter dibattimentale.
