Un epilogo clamoroso e surreale proietta Novak Djokovic nell’atto conclusivo dell’Atp 500 di Pechino. La semifinale tra il campione serbo e Daniil Medvedev si è chiusa bruscamente con la squalifica immediata del tennista moscovita, reo di aver colpito al volto uno spettatore assiepato sugli spalti durante un momento di frustrazione agonistica.
Il match era giunto alle battute decisive del secondo parziale, con Djokovic avanti per 7-5, 5-3 e in procinto di servire per il match. Sul punteggio di 15-15 nel nono game, in preda a un gesto di rabbia incontrollata, Medvedev ha scagliato violentemente una pallina verso la tribuna. La sfera ha centrato in pieno l’occhio sinistro di un tifoso seduto in prima fila, costringendolo ad abbandonare l’impianto dolorante e con la mano sul volto, scortato da tre addetti alla sicurezza. Constatata la gravità dell’accaduto e il danno arrecato, il giudice di sedia e il supervisor del torneo non hanno potuto far altro che applicare alla lettera il regolamento, decretando il default immediato del tennista russo.
La dinamica ha inevitabilmente richiamato alla memoria quanto accaduto allo stesso Djokovic agli US Open del 2020, quando il campione serbo fu estromesso dal Major newyorkese per aver accidentalmente colpito alla gola una giudice di linea.
Con questo successo a tavolino, Djokovic estende la propria striscia d’imbattibilità leggendaria al China Open, portando il bilancio a uno straordinario 33 vittorie a fronte di zero sconfitte in carriera. Nell’ultimo atto del torneo pechinese, il serbo incrocerà l’australiano Alex De Minaur (numero 9 del ranking Atp), approdato a sua volta in finale grazie al ritiro per infortunio del polacco Hubert Hurkacz, costretto alla resa quando si trovava sotto 6-4, 3-2.
