Martedì 29 Settembre 2026 🌤️ 22°C
Home » L’Edicola per l’Italia » Annalisa Minetti: «La fede, la musica e lo sport mi hanno ridato la luce» – L’INTERVISTA

Annalisa Minetti: «La fede, la musica e lo sport mi hanno ridato la luce» – L’INTERVISTA

Artista di grande sensibilità, è sempre pronta a sposare mission di solidarietà come il Gala “Beninsieme” a favore del Benin, svoltosi a Napoli

Annalisa Minetti: «La fede, la musica e lo sport mi hanno ridato la luce» – L’INTERVISTA

Annalisa Minetti è un’artista di grande sensibilità, sempre pronta a sposare mission di solidarietà come il Gala “Beninsieme” a favore del Benin, svoltosi di recente al Circolo Nautico Posillipo di Napoli.

Annalisa, quando nasce il suo amore per la musica?

«Tutto è avvenuto spontaneamente. Per la verità è la musica che ha scelto me».

In che senso?

«Quando ero ragazzina volevo fare la ballerina, studiavo danza classica e amavo questa maniera elegante di esibirmi sul palcoscenico. In sintesi, avevo scelto la danza come forma di comunicazione per rapportarmi agli altri. Un giorno canticchiando in famiglia con mio zio, lui mi fece notare che avevo grandi abilità canore e che pertanto avrei dovuto studiare per poter coltivare questa mia dote naturale. Lo ascoltai e cominciai a fare pianobar e quindi a lavorare in mezzo alla gente. Fin da subito ho scoperto un feeling molto forte con la musica al punto che con il tempo siamo diventate una cosa sola. La musica è diventata in qualche modo la colonna sonora di tutta la mia vita, tracciando gli eventi belli e negativi e quindi le devo moltissimo perché mi ha sempre sostenuta e curata. È stata ed è tutt’oggi la mia terapia, accanto allo sport».

Il suo primo passo nel mondo dello spettacolo?

«Grazie a Pippo Baudo: mi selezionò per partecipare a Sanremo Giovani, da cui poi fui eliminata per poi partecipare dopo qualche anno, nel 1998, al Festival di Sanremo condotto da Raimondo Vianello, in cui risultai vincitrice con “Senza te o con te”».

Se dovesse individuare una canzone che racconta la sua vita, quale sceglierebbe?

«Sicuramente più di una. La prima sarebbe «Maniac», di Michael Sembello: rispecchia la mia passione per lo sport, per le avventure, per le imprese “impossibili” nelle quali mi piace sperimentarmi dosando la mia forza e la mia energia».

Un suo pezzo che la rispecchia maggiormente?

«Tutte mie canzoni raccontano una parte di me, indipendentemente dal titolo. Tuttavia credo che tra queste, sia opportuno citare «Ho bisogno di credere»: racconta come la fede abbia cambiato completamente la mia vita».

In che modo?

«Mi ha permesso di non limitarmi a essere quello che vedevano gli altri, cioè una ragazza “Buia”, non vedente ma mi ha spinto a divenire “Luce”».

Non solo musica nella sua vita, ma anche tanto sport.

«Per me è stato una salvezza enorme in un momento di grande difficoltà fisica ed emotiva, dandomi gli strumenti essenziali – il coraggio, la determinazione, la tenacia, la capacità di sacrificarsi in vista di un obiettivo da raggiungere – per affrontare il mio quotidiano».

La felicità cos’è per lei?

«La costanza nell’individuare e godere di cose che mi riempiano di gioia».

E la serenità?

«È puro equilibrio».

Il suo domani?

«Spero che mi veda sempre innamorata della musica, ma con la capacità di condurre un programma tutto mio, una specie di talent show dove tutti i giovani artisti abbiano la possibilità di poter esprimere liberamente il loro talento».