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Il fatto di Enzo Magistà, il senso dei fischi a Giorgia Meloni

Il fatto di Enzo Magistà, il senso dei fischi a Giorgia Meloni

Giorgia Meloni fischiata a Taranto durante la manifestazione di apertura dei Giochi non può essere un caso politico. I fischi, inopportuni, non possono essere considerati un giudizio politico sul suo Governo. Sono stati un grido d’allarme sull’ex Ilva, un problema che va risolto senza più tentennamenti, e sul quale non è solo il Governo che deve fare la sua parte.

Il tempo è scaduto, e il 26 ottobre si celebrerà il funerale di quella che fu la più grande acciaieria d’Europa. Ma i fischi, se vogliamo, li possiamo interpretare anche in maniera diversa, e sforziamoci per farlo. Ad esempio come un segnale di incitamento, di sostegno, all’azione che proprio da Taranto la Meloni ha promesso di avviare per la soluzione del problema, a partire da questa settimana.

Siamo certi che se il dossier passerà direttamente sul tavolo di palazzo Chigi, l’ex Ilva avrà molte più probabilità di essere salvata dall’agonia che va avanti da tredici anni e che sta per arrivare alla fine.

Questo era il senso dei fischi di venerdì sera: attenta, Giorgia, non c’è più tempo, non prenderti pause. Per salvare l’acciaio italiano, di cui l’Ilva è il polmone, il Governo deve dare garanzie alla magistratura sui tempi di soluzione dei problemi ambientali, e poi passare alla fase di ricostruzione, senza rinunciare alla produzione. Se lo farà, come tutti auspichiamo, quei fischi diventeranno applausi. Ma non aspettiamo i prossimi Giochi.