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Troia, studenti minorenni allontanati dal bus: «Non è quello scolastico». Il sindaco: «Era pieno»

A denunciare l’accaduto è Leonardo Cavalieri, ex sindaco del comune in provincia di Foggia e padre di uno dei ragazzini protagonisti della vicenda

Troia, studenti minorenni allontanati dal bus: «Non è quello scolastico». Il sindaco: «Era pieno»

Un gruppo di ragazzini, che stamattina dovevano prendere l’autobus urbano per andare a scuola, è stato fatto scendere dal mezzo perché quello non era dedicato al trasporto degli studenti.

È accaduto poco prima delle 8 a Troia, in provincia di Foggia, e a denunciare l’accaduto è l’ex sindaco Leonardo Cavalieri, padre di uno dei ragazzi, con un post pubblicato sui social.

«Ore 8. Fanno scendere mio figlio (un bambino di 11 anni che frequenta la prima media) dalla circolare, insieme ad altri bambini, perché, a loro dire, quella non era la circolare scolastica. Ma siamo arrivati davvero all’assurdo!», scrive. «Un bambino viene fatto scendere da un mezzo pubblico alle 8 del mattino, insieme ad altri bambini, per una questione che evidentemente si poteva e si doveva gestire diversamente».

Cavalieri sottolinea di non voler fare polemica: «Quando si parla di bambini, di scuola e della loro sicurezza, non si può continuare a trattare tutto con superficialità e improvvisazione. Pretendo chiarezza e soprattutto che situazioni del genere non si ripetano», scrive.

Contattato dall’ANSA, Cavalieri spiega che «il mezzo parte prima per le scuole medie, perché l’entrata è alle 8 e poi per la scuola primaria con ingresso alle 8:30. La linea dedicata al trasporto scolastico viene aggiunta all’inizio dell’anno come servizio in più dedicato agli studenti. E attua le stesse fermate delle altre linee. Non è possibile avere un comportamento del genere quando si parla di minori. Si ha una grande responsabilità».

Il sindaco di Troia, Francesco Caserta, nega che l’autista del bus abbia chiesto agli studenti di scendere dal mezzo perché non era quello dedicato al trasporto degli alunni e chiarisce che il mezzo «scolastico è partito con cinque minuti di ritardo sulla tabella di marcia e gli studenti hanno cercato di salire sull’autobus ordinario in transito in quei minuti. Ma non tutti sono potuti salire a bordo perché il mezzo era già pieno».

Caserta riferisce che «mi è stato riferito dall’azienda che si occupa del trasporto pubblico urbano che non tutti gli studenti in attesa sono saliti a bordo perché il mezzo aveva già raggiunto la capienza ordinaria».