Clamoroso colpo di scena a Palazzo di Città. La sindaca di Foggia, Maria Aida Episcopo, si è ufficialmente dimessa. L’annuncio della prima cittadina, esponente di spicco del “campo largo” progressista eletta nell’ottobre del 2023, è arrivato nel tardo pomeriggio di oggi, lunedì 8 giugno, attraverso una drammatica diretta trasmessa sui propri canali social.
L’epilogo della crisi era nell’aria già dalle prime ore del mattino, quando la massima assise cittadina – convocata d’urgenza per l’approvazione del cruciale bilancio consuntivo 2025 – era andata completamente deserta per la mancanza del numero legale, certificando nei fatti la spaccatura insanabile all’interno della coalizione di centrosinistra. Dopo la fumata nera in aula, la sindaca si è chiusa per ore nel proprio ufficio prima di registrare il video-messaggio con cui ha rassegnato le dimissioni.
«Lascio perché se sei sfiduciata nei numeri, di fatto sei sfiduciata nella funzione – ha spiegato una provata Episcopo ai cittadini –. Ho sempre detto chiaramente, sia alle opposizioni sia alla mia stessa maggioranza, che nel momento in cui avessi avuto contezza che il pavimento sotto i piedi scricchiolava, avrei agito di conseguenza. Credo che il valore della dignità umana sia impagabile e impareggiabile rispetto a qualsiasi poltrona. Per me lo status non conta, non contano gli emolumenti mensili, conta la dignità del lavoro».
La frattura all’interno della maggioranza si era consumata in modo plastico già nella giornata di ieri, domenica 7 giugno, quando la sindaca aveva tentato una mossa disperata azzerando parzialmente la giunta. Episcopo aveva revocato le deleghe a due assessori chiave, Lorenzo Frattarolo (Attività Produttive) e Daniela Patano (Polizia Locale), modificando inoltre l’incarico all’Urbanistica di Giuseppe Galasso e inserendo in squadra l’avvocato Luigi Iorio. Un “mini-rimpasto” che, invece di blindare i partiti della coalizione, ha finito per accelerare il cortocircuito politico, culminato con l’Aventino della sua stessa maggioranza sulle scadenze finanziarie dell’ente.
Con il deposito formale dell’atto di dimissioni si apre adesso una delicata finestra temporale. Come stabilito dal Testo Unico degli Enti Locali, la sindaca avrà a disposizione 20 giorni di tempo per verificare l’esistenza di margini politici per ricucire lo strappo con i partiti o, in caso contrario, confermare definitivamente l’addio, spalancando le porte al commissariamento del Comune e a nuove elezioni anticipate.
