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San Giovanni Rotondo, sacristi della Fondazione San Pio a rischio: «Non vogliamo licenziarli»

La questione è stata denunciata nei giorni scorsi dai sindacati dopo l’avvio delle procedure dovute a difficoltà economiche

San Giovanni Rotondo, sacristi della Fondazione San Pio a rischio: «Non vogliamo licenziarli»
Il Santuario di San Pio a San Giovanni Rotondo (foto di repertorio)

«Troveremo una soluzione favorevole a tutte le parti». Lo assicura Matteo Pappalardo, direttore delle risorse umane della Fondazione San Pio, in relazione alla posizione di 38 sacristi che si occupano del servizio di accoglienza nel santuario a San Giovanni Rotondo. Pappalardo sottolinea che «non vogliamo licenziare nessuno».

La questione è stata denunciata nei giorni scorsi dai sindacati dopo che la fondazione ha avviato la procedura di licenziamento collettivo a causa di difficoltà economiche.

Secondo Pappalardo, la problematica riguarda «un’appendice contrattuale applicata nel contratto collettivo nazionale dei sacristi che prevede un aumento annuo dei costi pari a 400mila euro per i 38 sacristi».

Il responsabile delle risorse umane della Fondazione dice: «Credo che in Italia siamo solo noi a dover applicare un aumento simile anche perché abbiamo il numero maggiore di sacristi. Non ne eravamo al corrente. È un costo elevato che non riusciamo a sostenere».

L’appendice è stata applicata il 30 giugno scorso con valore retroattivo a partire dal gennaio 2026 e fino a fine 2029. «La Fondazione ha sempre rispettato i rinnovi contrattuali, i buoni pasto, tutto ciò che è previsto. La procedura è stata aperta proprio a tutela dei lavoratori, tanto che la Fondazione, appena inviata la comunicazione agli enti preposti, ha convocato subito i dipendenti per informarli. Giovedì ci sarà un tavolo con i sindacati e cercheremo una soluzione».

Le sigle spiegano che «seguiremo la vicenda con grande attenzione. Ci siederemo attorno al tavolo per tutelare i diritti dei lavoratori».

Per la sindaca di San Giovanni Rotondo, Floriana Natale, «non vi sarebbe alcuna volontà di procedere ai licenziamenti. È in corso, invece, un percorso di confronto tra le parti per individuare un’intesa capace di conciliare le legittime richieste di adeguamento dei lavoratori con le altrettanto legittime esigenze economiche della Fondazione San Pio da Pietrelcina».