Dopo Felicia Baldinetti un’altra donna prende posto a palazzo san Francesco, sede dell’amministrazione comunale della città di san Pio. La prima volta era una rappresentante del centrosinistra, adesso tocca al centrodestra. L’avvocata Floriana Natale, 48 anni, si è imposta quasi una settimana fa al secondo turno su Rossella Fini, sostenuta dal campo largo in salsa garganica. Ieri pomeriggio ha ricevuto l’investitura ufficiale, ma la sua attività è già iniziata subito dopo l’esito elettorale. «Non abbiamo tempo da perdere», chiosa la nuova sindaca che ha già effettuato una serie di sopralluoghi, soprattutto sui cantieri più critici della città, come per i lavori in corso Nazionale, trasformata in una mulattiera cementificata tra le «benedizioni» di automobilisti e residenti.
Sindaca perché è stata scelta dai sangiovannesi?
«Perché abbiamo comunicato coerenza e coraggio di cambiare le regole del gioco, consumate all’interno delle segreterie. Abbiamo sempre mantenuto un contatto costante con la gente e siamo rimasti sempre in ascolto. La gente ha capito che eravamo uno di loro».
È stata candidata sconfitta nel 2024, cos’è cambiato rispetto a due anni fa?
«Io non sono cambiata, ho purtroppo due anni in più. Sul piano politico è cambiato l’approccio ai temi. La nostra coalizione non è un’aggregazione per il potere, ma un’idea di condivisione del potere tra i partiti e con la gente».
Ma che effetto si prova ad aver sconfitto Conte nella sua città?
«Io ho solo guidato una coalizione compatta che è stata capace di formulare una proposta concreta per la città. Altri hanno fatto passerelle politiche, noi ci siamo concentrati sulle persone. I big della politica non servivano. La gente è stanca di sentire parole e proclami, vuole avere qualcuno che li ascolti, senza avere bacchette magiche in tasca».
Come sindaca ha un modello da imitare per gestire la città?
«A me piace ricordare, anche perché ricorre il cinquantesimo dalla morte, il compianto sindaco Francesco Morcaldi, uno che è stato capace di trasformare la città, avviando processi di trasformazione urbana, sociale ed economica».
Una donna che prende a modello un uomo, forse il cambiamento dovrebbe iniziare da qui. La politica resta questione maschile?
«La politica è un’arte che non ha genere e noi da San Giovanni Rotondo vogliamo diventare un esempio per la Puglia. Qui abbiamo gettato il primo seme tra cinque anni faremo il raccolto. Per ora qui al governo della città c’è una donna che ha vinto non perché donna».
