di Maurizio Tardio
Sono quasi 150 i trattori in viaggio verso il casello autostradale di Poggio Imperiale da Carpino, Vieste, Rodi Garganico, Ischitella, Vico del Gargano, Cagnano Varano, San Nicandro Gargano e da altre località del promontorio.
Dopo il presidio di ieri a Carpino, dove si concentra la maggiore produzione di olio in Capitanata, gli olivicoltori si sono messi in marcia, dalle prime luci del mattino, lungo la strada a scorrimento veloce per raggiungere l’autostrada A14.
«Gli olivicoltori di tutto il Gargano partecipano alla manifestazione», ha sottolineato all’ANSA Guido Cusmai di Orgoglio Olivicolo. Ieri, ha aggiunto, «come Orgoglio Olivicolo, eravamo in piazza a Bari per rappresentare il grido di allarme di un settore al tracollo. Oggi il comitato olivicolo del Gargano (che racchiude non solo Carpino, ma Cagnano Varano, Vieste e altri comuni Garganici) sta raggiungendo Poggio Imperiale dove ci sarà una manifestazione pacifica nei pressi del casello autostradale. Il nostro non è un grido di allarme iniziato nelle scorse settimane, ma mesi fa, a maggio, quando abbiamo chiesto aiuto al mondo politico».
Per il sindaco di San Nicandro Garganico, Matteo Vocale, «il momento è critico soprattutto per l’agricoltura del Gargano nel momento in cui è iniziata la campagna olearia. Il prezzo dell’olio desta molte preoccupazioni. Non conviene più produrre perchè i costi di produzione per i nostri olivicoltori sono più alti di quelli che potrebbero essere i guadagni. La nostra protesta – aggiunge – nasce da questo. Anche il carburante agricolo è arrivato a prezzi che non si vedevano da tanto. C’è bisogno di una visione da parte del Governo e delle Regioni (per quanto di loro competenza) e far arrivare all’Unione Europea quelle che sono le numerose restrizioni che si sono accumulate e che rendono difficile coltivare la terra. Ed è questo il motivo per cui tanti giovani hanno deciso di abbandonare il mestiere dei nonni e dei padri. La protesta vuole dire questo. Ovvero che noi sindaci siamo al fianco dei produttori perchè sappiamo bene che il Gargano non è solo turismo. Il Gargano è tanto altro, ed è soprattutto agricoltura».